[out of time # 4 – Argento Vivo]

…o della donna inafferrabile.

Che potrebbe a buon diritto essere definita anche “la donna invisibile”, se non fosse che io l’ho vista.
O almeno credo.
L’ho addirittura toccata.
O almeno credo.
Mai nick fu più azzeccato del suo. Ti osserva dai margini di una delle sue tante sè stessa, in maniera talmente lieve che sul momento non ci fai quasi caso, abituato alla solita trafila tette-culi-sguardi più o meno ammiccanti. So di certa gente che la prima volta che l’ha vista se l’è lasciata sfuggire tra le dita senza accorgersene, pentendosene poi successivamente.
In parte sono anch’io fra questi.
Fatto sta che, mentre sei distratto dai cazzi tuoi, inizi a percepire una sorta di fase lunare. Dallo spicchietto più sottile e meno invadente, alla forza prorompente della luna piena, che può sconvolgere non so cosa, ma può sconvolgere. Continuerai imperterrito a pensare ai cazzi tuoi, ma intanto sei fregato e non lo sai. Lei ti è entrata in circolo, per dirla con una delle sue espressioni. Te ne accorgerai che sarà troppo tardi. Come me adesso, che mi ritrovo qui a pensare a lei un po’ troppo spesso, senza sapere esattamente cosa pensare.
Cosa c’è fra me e lei?
Qualche round di sesso sfrenato? No. Non è sesso quello che c’è stato fra noi.
O meglio, anche, ma non solo.
Ho provato a ridurre il tutto a “una delle tante”, ma è semplicemente impossibile.
Una.
Punto.
Amicizia?
Non so se siamo amici. Non ancora. O forse siamo già oltre. La cosa è quanto meno bizzarra: la donna invisibile riunisce in sé le migliori caratteristiche degli uomini e delle donne, più una manciata di difetti sparsi che la rendono imperfetta quel tanto che basta. Un caso più unico che raro. E a quel punto rimani sull’orlo della crisi di nervi, perché non sai se vuoi questa donna per amico o se fare carte false per averla.
Come amico sarebbe perfetta.
Tutto liscio, nessuna spiegazione da dare, perché è come se fosse un tuo amico, dopo quell’attimo di stupore che ti coglie perché a guardarla è decisamente una donna, ma le donne non funzionano così.
Non so se la voglio come amica.
Forse sì, ma non solo.
Un’amante?
Altra cosa strana. Non è la classica stragnocca®, ma ti seduce col modo di muoversi, di guardarti, di ridere (‘mmazza quanto ride questa donna!). Sinuosa anche quando pensa, quando ti guarda di traverso tra i capelli (‘mmazza quanti capelli ha questa donna!) e ti fa sentire come l’unica cosa importante in quel momento, e per come è fatta sai che è vero. Perché sai bene che non dice tutta la verità, ma è sincera. Lo senti che si prende la responsabilità di quello che pensa.
E poi glielo leggi negli occhi.
Glielo leggi quando all’improvviso ti pianta gli occhi in faccia e ti guarda dentro, per capire se si può fidare di te o no e nello stesso tempo mettendo i suoi pensieri a tua disposizione. Anche se capire cosa pensa è complicatissimo.
Sembra fatta di seduzione liquida. L’indipendenza fatta persona. Spiazzante.
Ti lascia il gusto della conquista, e la consapevolezza lucida che è lei a darsi. E il modo in cui si dà…non te lo puoi spiegare. Con allegria. Con quello sguardo. Con quel sorriso. Una combinazione anomala, per cui puoi trovartela addosso a fare certe cose con una naturalezza e un’ingenuità disarmante, e lo sguardo limpido e torbido nello stesso tempo. Un po’ come se fossi sedotto da te stesso, modestia a parte.
Ma non è la mia versione al femminile, niente affatto.
Questa donna è un’aliena.
Tralasciando i facili cliché della fantascienza più ovvia, deve avere qualche potere extrasensoriale. Voglio dire, io ho persino cercato di non farmela piacere, a un certo punto. L’ho beccata in una fase criptica che mi faceva sentire un idiota davanti a un premio Nobel, o a una pazza, o comunque qualcuno al corrente di qualcosa che tu non sai, e non potevo permetterlo. Niente da fare. E’ una specie di sfida, e il bello è che lei non se ne rende conto, o forse non gliene importa.
Inafferrabile…ha un lato oscuro, non c’è dubbio. Qualcosa di doloroso e lacerante che riesci a coglierle nello sguardo, ma solo in certi momenti e solo se stai particolarmente attento, come un riflesso in uno specchio. Qualcosa che non sai cosa sia, ma te la fa sembrare piccola e indifesa, ti fa venire voglia di stringerla forte e di lanciarti in folli dichiarazioni di protezione eterna. Ma intanto che ci pensi l’attimo è già passato, è di nuovo mattina e lei si trasformerà nuovamente in un’altra sé stessa. Maledetto tempo che manca…
Inafferrabile…sai che non ti apparterrà mai, ma ci speri lo stesso, ci sono momenti in cui daresti qualunque cosa, e ti chiedi se sia mai appartenuta completamente a qualcuno, magari in passato, e abbia deciso di non lasciare che succedesse mai più, pur sperando lei stessa il contrario. La guardi ed è lì che ti guarda, con quell’aria di misteriosa tregua tra battaglie invisibili, come se il tempo non esistesse o come se lei avesse il potere di fermarlo. Sai che sta pensando a qualcosa e vorresti chiederle cosa, ma ti senti un idiota, e non lo fai. E staresti a parlare con lei per ore, fermi in quella luce.
Inafferrabile…ma il fatto che ti capisca così immediatamente…vuol dire che anche lei è come te?
Un mascalzone figlio-di-puttana?
Ma dai suoi discorsi traspare una sensibilità mai conosciuta.
Un essere figlia-di-puttana ma con delicatezza.
Altro che nata per nuocere.
Cosa c’è fra me e lei?
Ma soprattutto, voglio davvero saperlo?

Un pezzo scritto a quattro mani, qualche tempo fa, in un’ora strana, un’ora nascosta che qualcuno nemmeno conosce, e che doveva essere la descrizione del mio personaggio, visto da un altro dei protagonisti, in una serie a fumetti. Una serie che non ha mai visto la luce, nè mai la vedrà, e che vive nel limbo dei ricordi, in quella luce particolare che c’è a metà tra il giorno e la notte, tra le cose dette e quelle non dette.
Non so perchè mi sia venuto da condividerlo, e non so perchè proprio oggi. Forse perchè ci sono delle volte in cui neanche io mi capisco, e avrei bisogno che qualcuno dall’esterno mi dicesse cosa vede. Ma non è facile catturarmi nella mezza luce.

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2 thoughts on “[out of time # 4 – Argento Vivo]

  1. out ha detto:

    Gracias, Kekkuzza!
    (mi piace ‘sta cosa di trovare le tue tracce un po’ ovunque…) 😉

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