[a candu troppu…]

Odio scegliere fra più cose che mi piacciono.
La trovo una cosa stupida.
Quando succede divento più fastidiosa di quando mi trovo faccia a faccia con una cioccolata non sufficientemente densa.
Le cose che mi piacciono possono coesistere, una o mille non escludono l’altra o le altre mille.
Il problema è quando ci si mette di mezzo l’ubiquità.
Ora, io la domanda l’ho presentata già nel 59 (senza apostrofo: era il cinquantanove e basta, Lucio Domizio Enobarbo mi regalava schiavi quasi tutte le sere), ma non se n’è saputo più nulla.
Non va bene così.
Non va bene.
Una non può ritrovarsi, duemila anni dopo, ancora a combattere coi soliti problemi. Sabato c’è la presentazione del nuovo libro/spettacolo di Massimo Carlotto, un mio simile da consumare a Villa Molletta, l’inaugurazione di Villa FranxVax e, dulcis in fundo, aggiunti a tradimento, i Nasodoble a portata d’orecchio. Troppo persino per fare testa o croce con una moneta truccata.
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3 thoughts on “[a candu troppu…]

  1. out ha detto:

    Aggiornamento: ho ascolta nove volte consecutive “Ponente” dei Nasodoble.
    Kobayashi fra poco mi abbatte.

  2. out ha detto:

    Sì, così, più forte, AAAAAAAAAAHHHHHHHHHHHHHHH, così mi piaci, MAIALE!!

    (ehm…comunicazione di servizio: piano sull’osso sacro, grazie)

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