[non oggi]

C’è il sole.
(chissà come mai, c’è quasi sempre il sole, in questi casi)
C’è il sole, ma non è di oggi che volevo scrivere. Volevo scrivere di poco più di un mese fa, di quell’altra data, ma non ho potuto. Il 26 Novembre, Domenica, ero impegnata in uno dei miei quattro lavori non retribuiti. Per la precisione stavo facendo da segretaria di produzione per un corto di Sky. Ti sarebbe piaciuto. A me è piaciuto molto.
Son successe un sacco di cose, in poco più di un mese.
Ho partecipato al Grande Fratello, per esempio. All’inizio non lo sapevo, cioè, pensavo di aver già dato, in quel di Nowhere. E poi, a uno che si offre volontario per lavorare aggratis ad un progetto regionale, non è che la prima cosa che gli viene in mente è che in realtà sta per finire barricato dentro un ufficio per due mesi insieme a una serie di personaggi più o meno probabili, il cui numero andrà scemando man mano che ci si avvicina alla fine. A ogni dipartita continua a risuonargli in mente quel verso di una canzone di Dalla che fa “…ci saranno sempre i troppo furbi, e i cretini di ogni età.” À la guerre comme à la guerre. Decidi di dare una mano e ti ritrovi senza il braccio. Fare il gesto dell’ombrello diventa un problema serio. Acconsenti a sacrificare due pomeriggi alla settimana e scopri che la macchina infernale finisce per fagocitare il tuo tempo, tutto, quello che hai e quello che non hai. Il tuo, perché sei polla. Quelli veramente furbi, come al solito, si presentano il primo giorno, si fanno nominare rappresentanti di questo e quello, poi scompaiono. Riappariranno magicamente al momento di firmare il lavoro per cui non hanno mosso un unghia, e pretenderanno che qualcuno faccia loro un riassuntino. Ma non è colpa loro se si sono accorti solo a lavori iniziati di non essere ubiqui. Bisogna capirli, chi mai al mondo si immaginerebbe di non essere ubiquo? Però son delle persone ammodo. Grandissimi organizzatori. Ogni tanto mandano in sostituzione un vicesindaco. Ora, io non voglio certo affermare che il vicesindaco (Administratorius Substituto) sia per definizione un animale inutile. L’esemplare che è toccato a noi probabilmente era solo timido. Ha mascherato la timidezza intrattenendo animate conversazioni telefoniche private in mezzo ai nostri incontri di lavoro, senza mai uscire dalla stanza per non farci sentire esclusi, probabilmente, o per manifestare comunque la sua partecipazione a lavori di cui poco o nulla sapeva. Purtroppo va rilevato, nel caso specifico, che nemmeno il compito – anche quello istituzionale – di innalzare la temperatura del fondo della sedia gli sia stato congeniale. La sua permanenza non si è mai prolungata oltre la soglia dell’intiepidimento. Ma sempre per cause di forza maggiore, sia chiaro. Passata la prima mezz’ora, infatti, il vicesindaco suole avvertire un improvviso calo di caffeina nel sangue. Essendo un animale timido, come già detto, non osa approfittare della macchinetta gentilmente messa a disposizione nella stanza. No! Il vicesindaco non turberà la concentrazione dei compagni con prosaici rumori e aromi di caffetteria. Il vicesindaco annuncerà stoicamente il suo sacrificio di trasportare la propria carcassa fino al bar all’angolo, dove la somministrazione di un caffè prevede un internato, evidentemente, visto che non lo si rivedrà più per una dozzina di giorni, almeno.
 
Beh, comunque è stata un’esperienza, e come tale mi ha arricchito. Dico così perché “io cerco di far bene per la squadra e per il mister che mi dà fiducia” mi pareva meno appropriata all’occasione. In ogni caso suggerirei di cambiare il nome del programma, perché secondo me “Progettazione Integrata” non rende molto.
Non so come mi sono classificata, credo penultima a pari merito con una giovane madre di famiglia che fin dall’inizio non era molto convinta della sua partecipazione, e che solo per un miracolo non ha scambiato una delle sue figlie col file da condividere e non l’ha allegata al resto del gruppo nel corso di una sessione domenicale di emergenza. Il Telefono Azzurro ha deciso di chiudere un occhio, ma solo per questa volta. Io invece vorrei scusarmi con l’impiegata della provincia che mi ha telefonato il 20 Dicembre alle ore 01.10 per ricordarmi di correre la mattina dopo a firmare non so cosa. Invece di ringhiarle un chicazz’è le ho risposto con voce languida: pensavo fosse Kobayashi, in quei giorni in trasferta a Nebbiolanum.
 
C’è il sole.
Ho deciso di approfittare del mio status disoccupazionale per prendere l’ennesima specializzazione, ma niente paura: sto già studiando un sistema per levarla artatamente dal curriculum onde evitare di impaurire eventuali futuri datori di lavoro. Ed è ormai ufficiale: io non sto bene. O forse durante l’ultimo tamponamento (sì, perché nei ritagli di tempo mi son fatta tamponare. Mi annoiavo…) ho picchiato duro la testa e credo di avere ancora otto anni. Altrimenti non si spiega come abbia potuto acconsentire alla frequenza obbligatoria dal Lunedì al Sabato dalle *ottemmezzadelmattino*. Però mi rimborsano. All’inizio avevo capito che c’era un rimborso di settanta centesimi al giorno. Non male. Invece poi ho scoperto che siamo quasi allo sperpero di denaro pubblico: un euro e settanta all’ora! Altro che call center. Le mie retribuzioni fanno passi da gigante. Per il mio cinquantacinquesimo compleanno potrò addirittura permettermi di offrire a tutti un ghiacciolo al limone, crepi l’avarizia.
 
C’è il sole.
Sul pianerottolo di Villa Balorda, da circa un mese troneggia un bidet. Potrebbe essere dei vicini di terrazzo o essere stato lasciato lì da marziani in transito. Pensavo di dotarlo di uno schienale imbottito in velluto rosso bordato di ermellino, e farci accomodare eventuali ospiti in visita breve.
C’è il sole.
La signora Prunas mi ha mandato un messaggio il 10 Dicembre alle 15.56 in cui mi dava – testualmente – della bagassa, rendendomi la trota più felice del Mediterraneo occidentale.
Anche quest’anno non mi hanno – ancora – sbattuto fuori dalla FIGC.
Siamo al terzo racconto letto al Caffè Savoia (di cui uno mirabilmente declamato da Maria Loi davanti al cui camerino mi apposterò adorante probabilmente per il resto dei miei giorni) più uno di Kobayashi che mi ha reso quasi più felice dei miei. Uno spettatore si è complimentato con un brillante "Me’ cojoni!" per il racconto sulla Luisona.
Son riuscita, tra una giravolta orchitale e l’altra, a prendermi il tempo di una toccata e fuga in Longobardia, dove quegli impiastri dei miei combriccolari et affini mi hanno portato in una bettola dai passaggi decisamente troppo stretti per la pubblica decenza.
Il professor Tiglash e i suoi ottantacinque priapi tascabili han compiuto trent’anni.
Anche surfers ha compiuto gli anni, ma io quel giorno ero in un flipper provincia-ortopedico-provincia-50.000 punti e non son nemmeno riuscita a chiamarlo. D’altra parte uno che stipendia una donna che, senza tema di intercettazioni, distribuisce al telefono indicazioni esaustivamente pornografiche su come rimanere incinte, non dovrebbe aspettarsi di meglio.
James Brown è morto. A volte “I feel good” può non essere altro che un modo di dire.
Gennarino ha messo su il blog (e io ho deciso che sarò la sua Amelia… :oink: ).
SuperSondra ha messo su un blog, ma si è incartata nella registrazione di sè stessa medesima e io sono assai fiera di lei perchè è il genere di cose che faccio spesso. Solo che lei è un’ingegnere.

Da due giorni vado canticchiando “Garibaldi fu ferito” con annesse varianti. Per i danni rivolgersi alla Calippa.

Ieri notte mi ha preso malissimo pensare che non voglio più perdere nessuno, e so che non sarà così.
 
E c’è il sole.
Come il 26 Novembre. Quando io son stata fuori casa tutto il giorno, ma quando son tornata Malva aveva fiorito ancora. L’ultimo fiore del 2006. Mica un giorno a caso.
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3 thoughts on “[non oggi]

  1. Nevvero ha detto:

    Ehm… scusi, Sciura… è un Gennarino quello che ho letto o era una semplice illusione ottica?

    (Allora? Classico caso di omonimia canaglia… o posso iniziare a chiamarla Amelia? Oh… in ogni caso, la Numero Uno, eh…)

  2. utente anonimo ha detto:

    Eccolo, c’è l’ho fatta!!!!! Maronna chemmozione!!!
    http://www.aloechopecho.splinder.com/
    SupSon

  3. utente anonimo ha detto:

    Sono doppiamente commossa.
    In primis per il mio essere doppiamente ancorchè biabusivamiente zia. E vorrei sottolineare che non è da tutti essere zia di Patathoni e di un blog.
    In secundis perchè anch’io, da giovane, ero convinta che “accellerare” si scrivesse con due elle.

    Siempreyours,

    Amelia, la pattumiera che ammalia

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