[Ferrara fa provincia]

Non provengo da una famiglia ricca e non ho nessuno che mi mantenga.
Lavoro per vivere, o almeno ci provo (a vivere).
Ergo, sono arrivata tardi all’incontro tra Giuliano Ferrara e il pubblico cagliaritano.
Chissà se anche di me ha detto che ho rifiutato il confronto, come nel caso del ginecologo con cui era previsto un incontro alle 15 al Piccolo Auditorium: Ferrara non si presenta, adducendo come motivazione il divieto, da parte del suo medico, di partecipare a più di due dibattiti al giorno. Ne va della sua salute, pare. Comprensibile, ma non mi risulta che Ferrara sia ingrassato di cento chili negli ultimi giorni. Le sue condizioni di salute, azzardo, erano note anche prima di fissare il terzo incontro. Si potrebbe trattare di una semplice prova di maleducazione, se non fosse che, nel corso dell’incontro delle 18, al T-hotel, il ginecologo viene accusato di non aver accettato il confronto. Ma di questo saggio dell’arte della trasfigurazione della realtà sentirete narrare qui dalla viva voce di Kobayashi, che era presente in entrambe le circostanze.
Io, dicevo, lavoro per vivere, e alle 15 e alle 18 non mi son potuta manifestare.
Quando finalmente son riuscita a raggiungere il T-hotel erano le 19.20, e mi ero già persa il più e il meglio. Son riuscita solo a cogliere – a fatica, vista l’interpretazione di Ferrara del proprio miglior tono dimesso e sentito – il commento al caso della donna che pare abbia interrotto una gravidanza per poter partecipare ad un reality show. Un ottimo esempio su cui basare le proprie requisitorie. Un caso che fa testo, senza dubbio, negli annali di storia dell’IVG. Più o meno come basare un dibattito sulla maternità sui casi di quelle disperate che ammazzano i figli a colpi d’ascia e poi si suicidano, no?
In ogni caso mi è spiaciuto essere arrivata tardi. Avrei voluto presentarmi educatamente, con nome, cognome e qualifica, e porgli qualche domanda. “Salve, sono Out Sider, assassina, e volevo chiederLe: se l’aborto per Lei equivale a un omicidio, come considera l’interruzione di gravidanza a seguito di uno stupro? Legittima difesa? E come andrebbe punito?”
Ma magari aveva già risposto prima che arrivassi.
Quello che speravo di capire, però, era soprattutto cosa possa portare un personaggio che la sua notorietà l’ha già bellamente conquistata ad aggrapparsi – nel 2008 – a un tema come l’aborto per aumentare la propria visibilità.
Esistono i corsi di laurea in Storia Medievale, per gli appassionati.
 
 
(all’uscita, una cronista di Radio Press mi ha chiesto perché ero lì e se non pensavo che la vita andasse protetta. Certo, le ho risposto, va senz’altro protetta. Va assolutamente protetta da boiate come questa)
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7 thoughts on “[Ferrara fa provincia]

  1. massimomarini ha detto:

    Fino a quando Ferrara non ha sbattuto la testa con questa storia della “ProLife” pensavo addirittura fosse persona intelligente e degna di rispetto nonostante la pensi in modo diametralmente opposto al mio praticamente su tutto. Ma quando ha “mercificato” un tema così delicato e profondo francamente non può che perdere ogni stima umana e/o intellettuale.

  2. out ha detto:

    Per quanto mi riguarda, “stima” è una parola forte, ma di certo l’intelligenza non gli difetta. E’ per questo che non capisco. La fame fa brutti scherzi, evidemment.

  3. sinuhe ha detto:

    vorrei sperare che si tratti di un pesce d’aprile ma temo di no!!!

    quello che fa davvero specie è come questo untuoso rimestatore di di minestre già riscaldate troppe volte riesca a vendere la sua sbobba anche a tante donne…

    e comunque nel corso di Storia Medievale rifiuti archeologici non ne prendiamo! provate a rifilarlo a qualche corso di bioetica sumera, magari hanno ancora qualche decina di migliaia di posti vuoti…

  4. utente anonimo ha detto:

    Ahimè. Il fatto di essere donna non sempre è indice dell’essere portatrice sana di materia grigia attiva…altrimenti Daniela Garnero nota Santanché si risparmierebbe un sacco di figuracce.

  5. SirDDT ha detto:

    Io avrei risposto: certo che la proteggo, è per questo che ho una cintura.

  6. utente anonimo ha detto:

    Oh, Out! Abbiamo avuto la stessa idea, circa la domanda da porre a Ferrara: chiedi a Kobayasci, se non fossi stata vittima di una malattia dagli strani effetti gliel’avrei fatta personalmente! E, mi sembra di capire, siamo vittime di un passato in parte analogo… Mi dispiace che spesso tu sia fuori per lavoro e che non ci si veda tanto. Però l’attività creatività guarisce la sofferenza e in realtà, paradossalmente, spesso è il suo prodotto migliore… Ti abbraccio. Parresía 😉

  7. utente anonimo ha detto:

    ma baccagà

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