[del perchè della maratona]

Pare che Roberto Saviano, alla fine, per motivi di sicurezza, non parteciperà de visu al Forum del libro di Cagliari.

Qualcuno mi ha chiesto: e la maratona? si fa lo stesso?

Che domande. Certo che si fa. La si fa ancora di più.

La si fa con più impegno perchè è assurdo vivere in un paese in cui si straparla dell’atroce limitazione della libertà che subirebbero le povere vittime di intercettazioni telefoniche (pur essendo singolare il fatto che le persone che non usano il telefono per delinquere o per mantenere contatti con delinquenti non abbiano strillato allo scandalo), e dove una persona che scrive un libro (un libro!) che parla di fatti – gravissimi – che riguardano lo stesso paese non sia libera di partecipare ad un incontro pubblico a tema letterario perchè rischia la vita.

Che poi uno pensa: vabbè, ma magari stiamo un filo esagerando. Magari non corre nessun pericolo.

Magari no, certo. Ma chi se la sente di correre il rischio in una repubblica un cui emerito presidente in balia dell’arteriosclerosi rivela senza false ipocrisie i metodi squadristi di contenzione dell’opinione pubblica da lui stesso applicati in passato e mai dimenticati (Genova docet), e in cui branchi di cerebrolesi assaltano la sede Rai di via Teulada all’una di notte (come se gli staff dei programmi al gran completo dormissero in studio) per lamentare l’applicazione del diritto di cronaca su fatti – gravissimi – che dovrebbero essere oggetto di inchieste penali?

Qualcuno dirà: a cedere alla paura si fa il gioco di chi cerca di dominare seminando – anche artatamente – il terrore. Sono d’accordo. Ma credo che se dal mio desiderio di sgominare il terrore a tutti i costi derivasse un pericolo per chi cerca di proteggermi, qualche scrupolo me lo metterei.

(per riportare il discorso su temi più leggeri, ho il piacere di comunicarvi che – nonostante ogni remora – Kobayashi sta cedendo al fascino di Facebook. E non credo di voler aggiungere altro su questa faccenda)

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4 thoughts on “[del perchè della maratona]

  1. jaro ha detto:

    Uff, solo perché mi son messo a strillare guardando la foto di un mio amichetto delle elementari diventato un omaccione attempato e fiaccato dagli anni.

    (Che tristessa)

  2. utente anonimo ha detto:

    a koba piace facebook…uhuuuuuuuuuuu

  3. utente anonimo ha detto:

    Sarà per una forma primordiale di istinto d conservazione, o per naturale gelosia verso le proprie cose e il proprio modo di essere, che a volte ti porta a provare una certa indefinibile ritrosia nei confronti delle novità che già da subito ti danno una strana sensazione. All’inizio non definisci esattamente in cosa conssista questa tua “diffidenza” poi vedi, leggi, insomma frequenti e ti rendi conto del perchè.
    Facebook.
    Qualche tempo fa, ho ricevuto alcune mail da rekombinant in cui si apriva una discussione sui socialnetwork e su facebook in particolare. Chi scriveva era Bifo, che non conosco di persona ma dai suoi scritti ho imparato ad apprezzare. Tengo sempre in considerazione il suo punto di vista, spesso illuminante, circa l’argomento che tratta nelle sue mail. Stavolta parlava di feisbùc. Nasce quindi una discussione in rete e me la bevo tutta.
    A dire il vero non concordo con quello che passa per la mia casella di posta, però in effetti nemmeno riesco a dare torto. Mi faccio un giro e mi informo, la cosa mi incuriosisce.
    Vediamo un po’, ne parlano i giornali come fenomeno ultramoderno- pensa un po’ è su feisbùc anche Veltroni (e questo magari sarebbe un motivo per non…. scherzo), pare che abbia 5000 amici, beato lui. Se dovesse seguire anche solo il dieci per cento di queste amicizie, sarebbe nei guai, non basterebbe una giornata di quarantotto ore ed allora dovrebbe far seguire la cosa da qualcuno. Cosa che la dice lunga; è da giovani oderni stare su “face” allora ci sto pur’io- forse pensa- cosi do una svecchiata alla mia immagine e acchiappo.
    Già l’immagine: nella società dello spettacolo l’immagine è se non tutto, almeno il 99%. Ce lo vedi Veltroni alle prese con 5000 ex compagni di scuola e amici/ conoscenti a scambiarsi le foto, gli auguri, i saluti? Ce lo vedi? io no, allora perchè si è iscritto?

    Di facebùc ho sentito parlarne anche in televisione. Qui ho la conferma: è popolarissimo, anzi nazional popolarissimo. Una specie di “domenica in” della rete. Solo che nel periodo di “domenica in” in televisione non c’era praticamente altro.
    Ed in rete c’è altro? Ci sono altri mezzi per comunicare, ci sono altri socialnetwork?
    Si, però ora tutti vanno lì.
    Vado sul blog di Federica Saggio, ne parla pure lei, ma come me ha dei dubbi tanto che chiede delucidazioni ai propri lettori. Dipende, dall’uso che nei fai, qualcuno scrive. Qualche altro è di parere totalmente negativo: no, niente “face”.
    Mi salta in mente a questo punto una specie di diatribetta che ho avuto su un blog circa la virtualità e l’impegno sociale, ritorno dentro quella storia esagerata. Sono sempre del parere che anche se virtuale, quel qualcosa esiste, appunto perchè lo poni in essere- lo fai esistere in un ambito differente dal solito, quindi esiste in quell’ambito. La cosa può essere divertente o seria, dipende da te.
    Appunto dipende solo da te, non deve dipendere da chi amministra il mezzo che usi, diversamente sorgono dei dubbi circa le motivazioni che spingono la messa a disposizione di un mezzo di comunicazione che è diventato di massa.
    Tengono copia di quello che scrivi, delle tue foto, delle tue impressioni, dei tuoi rapporti, della tua rete di conoscenze, del tuo modo di pensare, di quello che fai, di quello che scrivi, di quello che sei, di chi sei. Basterebbe incrociare i dati, per arrivare a sapere quali sono i tuoi gusti, culinari o sessuali che siano, ad esempio.
    Non mi piace, da buon diffidente diffido dagli usi anche potenziali che si potrebbero fare delle informazioni che mi possono riguardare, perlomeno fino ad un certo punto. Devo essere io a dare informazioni su di me. Sono geloso della mia privacy; sono per il rispetto della privacy. Non sono un personaggio pubblico e non mi va di diventare pubblico, anche se in una forma infinitesimamente microscopica.
    Queste considerazioni mi ronzano nella testa, ma sebbene la cosa si stia facendo via via sempre più chiara- il concetto, intendo- c’è sempre qualcosa che mi sfugge, che non fa fa convincere nè per una interpretazione, nè per un’altra.
    Poi stasera, torno dal lavoro, accendo il computer e leggo da qui:
    http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=5219
    ed ho capito cosa mi passava per la testa.

    Modi di fare

    “Da poco sono capitato su Facebook, e, come tutti i posti dove non sei mai stato, ci sono degli usi, dei modi di fare, che per me sono esotici.
Non so, per esempio succede che uno, che mettiamo si chiama Luciano Bonini, si fidanza con Amalia Righetti; sulla sua pagina compare una scritta: Oggi Luciano Bonini si è fidanzato con Amalia Righetti, e tutti i suoi amici, che sono, mettiamo, 150, sulla loro pagina vedono che oggi lui si è fidanzato con Amalia Righetti.
Poi, metti che tra due mesi si lasciano, sulla pagina di Luciano Bonini compare la scritta: Luciano Bonini e Amalia Righetti si sono lasciati; Luciano Bonini è di nuovo single. E tutti i suoi amici, sulla loro pagina, vedono che lui e Amalia Righetti si sono lasciati.
Che è una cosa che, nell’impero austroungarico, a Parma, per dire, trent’anni fa, sarebbe stato come se uno, ai suoi 150 amici, gli avesse mandato un telegramma con scritto Mi sono fidanzato con Amalia Righetti. E poi, due mesi dopo un altro telegramma con scritto Io e Amalia Righetti ci siamo lasciati. Che a Parma, trent’anni fa, tutti gli amici di Luciano avrebbero scosso la testa avrebbe detto Chi lù l’è dvintè mat (Questo qua è diventato matto), invece oggi sembra una cosa perfettamente normale”.
    http://www.paolonori.it/modi-di-fare/

    fabrizio

  4. sinuhe ha detto:

    bhe…
    pare che su feisbuk ci siano anche i profili di alcuni porporati…

    ( e vediamo se adesso Koba ci si vuole ancora iscrivere… )

    p.s.: ma anche a Cagliari c’è la gialla con Repubblica???

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