[back to the future]

Martedì mattina.

Arrivo al lavoro stanchissima, dopo esser rientrata da Firenze sabato notte, aver fatto tardi per salutare Pinta e conoscere Baño (e ribadire che San Luiginterista l’è proprio un gentilomo), essermi alzata presto per visionare un arbitro e aver seguito – fra domenica pomeriggio e tutto lunedì – un seminario sul cinema starring Giuseppe Ferrara a cui tenevo molto.

Un bel ponte di tutto riposo, scema io che non riesco a rinunciare alle cose che mi interessano. Gli è che le cose che mi interessano sono sempre troppe.

Approfitto del fatto che non c’è ancora nessuno in ufficio e apro la mia posta personale.

Scorro rapidamente lungo la roba accumulatasi negli ultimi giorni.

E meno male che non c’è nessuno, perché la mia faccia mentre leggo quella mail sarebbe difficile da spiegare.

Come fai a spiegare un salto indietro nel tempo? E non un semplice salto indietro.

Quel salto indietro.

Quel salto indietro che faccio quando meno me lo aspetto, quando meno c’entra con quello che sto facendo.

Quando vedo qualcuno che ha un dettaglio fisico che me lo ricorda.

O semplicemente quando esisto.

C’era il sole, quel pomeriggio di maggio del 1991 quando ti ho incontrato per la prima volta.

C’era il sole, ma non me ne fregava niente. Nemmeno a te.

Chissà cosa pensavi di me prima, ammesso che pensassi qualcosa. Chissà se hai mai saputo della mia esistenza, prima, e in che modo. Io di te sapevo qualcosa, qualcosa che non era importante. Prima.

C’è un prima e un dopo, nella mia vita, con una lunga terra di nessuno in mezzo. Una striscia vagamente simile a quella a ridosso del muro di Berlino, quando ancora c’era. Una zona che non pensavo fosse più devastabile di quanto avesse fatto quel maledetto 26 maggio.

Mi sbagliavo.

 

Borgo Roma.

Ci son stata altre volte, nella tua città. Non tante, un paio. Una volta per un concerto dei Radiohead, per andare a vedere il quale non avevo abbastanza soldi, e allora ero riuscita ad infilarlo di nascosto in una trasferta di lavoro rimasta in forse fino all’ultimo. Ufficialmente ero a Bologna. Ci ero andata davvero, naturalmente, una corsa folle per visitare una fiera e raccogliere quanto più materiale utile possibile, e poi il treno. Passi rapidi verso l’Arena, e una telefonata inopportuna di un cliente che mi aveva costretto a rispondere che non potevo passare da lui, quella sera, perché mi trovavo a Bologna. Provateci voi, a gridare in un telefono – perché quello non sentiva, naturalmente – che vi trovate a Bologna mentre siete nel bel mezzo dell’isola pedonale di Verona. All’ora di punta. La gente vi guarda male.

Fu un bel concerto. La si finì a girare per la città tutta la notte (con gli Osram!), fumando come ciminiere e lavandoci i denti nelle fontane. Io cercavo di non pensare a quell’altra notte passata a camminare, proprio lì.

Poi ci son tornata a trovare la Maga, qualche anno fa. La Maga ha un potere terapeutico.

 

Infatti la mail non fa male, adesso. Potrebbe essere scontato, dopo diciassette anni, ma non lo è. Continuo a chiedermi come diavolo hai fatto a trovarmi. Kobayashi suggerisce che tu abbia mandato delle mail a tutte le combinazioni del mio nome e cognome di tutti i server di posta. Io penso che tu abbia anche altro da fare. Però son curiosa.

Infatti sto per chiedertelo, come diavolo hai fatto.

Le coincidenze non esistono.

Annunci

4 thoughts on “[back to the future]

  1. sinuhe ha detto:

    bhe…
    le sirene sui bidoni di rifiuti nucleari non passano facilmente inosservate!!!
    😮

  2. Gwynplaine ha detto:

    Le coincidenze non esistono, ben detto

  3. utente anonimo ha detto:

    A professo’… vabbè che state per compiere un’età, ma persino rocco coglierebbe ancora la differenza tra uno squalo e un bidone!
    (accidentalmente mi si chiede di inserire la scritta “tig” per poter inserire questo commento).

    Intanto benritrovato, caro Gwynplaine. Mi chiedo se siate stato evocato dai celebri versi pronunciati dalla sottoscritta iersera nel corso di un colloquio con Nònna.
    Una coincidenza che non esiste in più.

  4. sinuhe ha detto:

    le coincidenze non esistono!
    lo ha detto anche il bigliettaio del treno quando gli ho chiesto ieri se lo sciopero avrebbe creato difficoltà sui binari…

    ricordati che hai 85 occhi wide shut puntati addosso!!!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...