[voglia di fico]

Da quando sono appiedata faccio orario continuato e finisco di lavorare alle 18.

(embè?, diranno quelle braccia rubate all’agricoltura dei miei piccoli lettori)

Capita talvolta che Kobayashi mi venga a prendere, come è successo una sera di qualche settimana fa.

Outsider (salendo sull’Agglomerato di Pattume): “Ehilà!”

Kobayashi: “Ciao!”

Non mette in moto perché è già in moto. Se spegne il motore, c’è il rischio che il Ricettacolo di Microbi delle dimensioni di un Mammuth non riparta per ore, forse giorni.

Ci si avvia verso casa.

Dopo qualche metro:

K: “Sai di cosa ho voglia stasera?”

O (scorrendo velocemente il catalogo mentale della perfetta mise sado-maso-lesbo-trans-arrapat-freak-bong-galoop e trattenendo un sorriso secondo lei sornione): “Di cosa, caro?”

K: “Di pizza!”

O (con il fermo immagine su di lei in completino “due capperi e un’acciuga”): “Di pizza.”

K (sbatacchiando le ciglia): “Tu non hai voglia di pizza?”

O (che in effetti ce n’ha, e nemmeno poca): “Beh, beh.”

K (speranzosissimo): “Allora mangiamo la pizza?”

O (dimenticandosi che la cognizione del tempo di Kobayashi è pari al suo senso dell’orientamento): “Ok.”

K (allegrissimo): “Ti ricordi la pizzeria dove ci ha portato Nònna quando c’era la Oppia? Sarà aperta?”

O (ricordandosi improvvisamente di quanto sopra): “…adesso?? Ma sono le sei e dieci…”

K (un po’ rattristato ma non domo): “Dici di no? Proviamo a passare, magari è già aperto!”

O (cui le differenze negli orari della ristorazione fra Atlantid City e la Val Brembana sono ben chiare): “Magari…”

Alle sei e venti arriviamo davanti alla pizzeria.

K (con un’acquolina in bocca delle dimensioni del lago Titicaca): “Allora tu scendi e chiedi. Io aspetto qui chè non posso spegnere il motore. Speriamo, eh?”

O (preparandosi a deludere le sue aspettative): “Eh già, speriamo.”

La pizzeria fa parte di un complesso alberghiero comprensivo di hotel, ristorante e – appunto – pizzeria. E’ tutto al buio, tranne la reception dell’hotel. La nostra eroa apre la porta a vetri, che regala una visuale sulla reception sguarnita, e fa per cinguettare un garrulo “C’è nessuno?”, quando la domanda le si blocca in gola. Dal primo spiraglio della porta, infatti, è scaturito un fiotto di gemiti. Si ferma interdetta:

“AAAAH! OOHH!! AAAH! SI’! SI’!”

Sono proprio gemiti. Inequivocabili. E al banco non c’è proprio nessuno, mentre tutto il resto è al buio.

“UUUHH! MMMMHH! AH! AH! AAAHHH! OOOOOH!”

Ora, una persona ammodo cosa farebbe? Chiuderebbe la porta senza far rumore e lascerebbe i gementi a gemere in santa pace.

Ma qui non si parla di persone ammodo. Si parla di povere donne con un Kobayashi affamato di pizza che le aspetta in macchina col motore acceso e la certezza beota di vederla tornare col malloppo fragrante.

O (entrando ma fingendo di non essere sé stessa): “A-hem. Buonasera…”

“OH! OOOOH SI’! SI’! SI’!”

O (fa per girare sui tacchi con aria da “io ci ho provato”): “Arriveder…EEK!”

Da dietro un paravento che separa la reception illuminata dal resto della sala al buio sbuca uno gnomo. La nostra eroa fa un salto indietro, poi si accorge che lo gnomo è in realtà una tipica signora atlantidea, statura un metro e dieci, rugosa, con scialle beige a maglia annesso.

Gnomo (con faccia di basalto, ma rugosa): “Desidera?”

O (cercando di nascondere il “ma era lei che gemeva??” che le si sta materializzando in testa in caratteri cubitali): “Buonasera.” (inghiotte cercando di darsi un contegno) “La… pizzeria è aperta?”

“AAH! OOOOOHHH! OH! SI’!!”

G (impassibile): “No. D’inverno apriamo solo il fine settimana, e non prima delle sette e mezza.”

O (alla disperata ricerca di una botola sul pavimento): “Va bene, grazie mille. Scusi il distur…EEK!”

Da dietro il paravento sbuca un testa un tempo femminile, possibilmente ancora più rugosa dell’altra, con dei riccioli canuti.

Gnomo 2 (con fare petulante): “Mari’, cosa vogliono?”

G1 (congedandomi): “Niente, Peppi’, era per la pizzeria…abbassala, quella tivù!”

“AAAAAHH SI’ SI’ SI’! OOOH! MMMMMMHH!!”

 

Esco piegata in otto dalle risate.

Kobayashi resta con la voglia di pizza.

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