[porci con le ali]

Ritiro il troll dal nastro e scopro che qualche bruto gli ha fatto del male.

Proprio quello di cui si sente il bisogno, a meno otto ore dal rientro al lavoro dopo le ferie.

Sporgo denuncia davanti ad un’addetta assonnata quanto me ma molto meno pratica, la quale – per compensare la sua scarsa dimestichezza con le procedure, oltre che con i bagagli, il loro impiego e i viaggi in genere – mi contesta uno dei danni come irrilevante, quindi non rimborsabile. Sono troppo stanca per illustrarle l’utilità universalmente riconosciuta dei cursori nelle cerniere, mi limito acidamente ad informarla che combatterò per riavere il mio troll tale e quale a prima e mi dileguo nella notte.

Un paio di giorni dopo, ripresa in mano la denuncia per cercare la solita lista di valigerie convenzionate e portare il troll a riparare, mi accorgo che non c’è nessuna lista. Penso che l’addetta si sia scordata di darmela, e sospiro. Vado sul sito di Alitalia per vedere se per caso la riesco a recuperare da lì. Zero. La procedura è diversa, e abbastanza nebulosa. Compilo un modulo online e ne approfitto per chiedere spiegazioni. Strano a dirsi, non succede niente.

Passano ulteriori giorni, torno sul sito di Alitalia, ricompilo il modulo online sentendomi come il mio collega alle prese con le chiavi della sua Cinquecento*, e succede lo stesso niente di prima.

Dopo un altro paio di giorni, con uno dei miei immaginari testicoli già in stato avanzato di putrefazione, telefono ad Alitalia. Mi risponde un giovine molto gentile che mi conferma di avere traccia della mia segnalazione (la seconda, non la prima), ma di non poterla aprire per un problema col sistema. Sospiro.

Il giorno dopo un’altra gentile operatrice interrompe le mie considerazioni sull’opportunità di fare il richiamo del vaccino contro l’idrofobia. Mi spiega che Alitalia è una ditta seria che si attiene alla convenzione di Montreal, la quale prevede che

In caso di danno, la persona avente diritto alla consegna deve, appena constatato il danno, presentare reclamo al vettore immediatamente e comunque entro sette giorni dalla data del ricevimento, in caso di bagaglio consegnato

e che a loro risulta – pensa un po’ – solamente la mia ultima segnalazione, quella avvenuta oltre i 7 giorni.

Le spiego, con la massima urbanità consentitami dall’inquietante immagine del gigantesco anal intruder che si sta creando nella mia mente, che la seria ditta che rappresenta potrebbe essere esageratamente seria e consentire al passeggero di mantenere una traccia dei reclami che sporge, anziché lasciare che la cosa avvenga con un modulo online che si volatilizza appena inviato. Altrimenti si rischia il verificarsi di situazioni spiacevoli, nella fattispecie Alitalia che sostiene che il mio reclamo è stato sporto fuori tempo massimo e la sottoscritta che sa che non è così ma non ha modo di dimostrarlo. Potrei peraltro rilevare, en passant, che il sistema può essere sensibilmente migliorato, visto che:

a) propone un rimborso delle spese sostenute a fronte di una fattura, ergo dell’anticipazione delle spese da parte del cliente, cosa non esattamente corretta, considerando che i bruti non hanno atteso granché a danneggiarmi il troll;

b) le coincidenze possono pure non esistere, ma a me, passeggera malfidata, resta il dubbio che la serissima ditta abbia alzato la cornetta solo a seguito del mio reclamo telefonico, ignorando gli altri due. Delle due, una: o stabilisci che – zero traccia per zero traccia – accetti solo reclami telefonici, oppure ti dai una mossa a darmi risposta, visto che pretendi che io sia celere nella denuncia;

c) non si capisce il senso del richiedere una denuncia immediata in aeroporto più una – identica – entro sette giorni. La passeggera malfidata si sente out o’rizzata a pensare che l’unico scopo sia scassare le balle al passeggero e sperare che abbandoni prima che l’orchite si infetti.

     

La gentile signorina mi offre un barlume di imbarazzata comprensione, ma non osa andare oltre. Si impegna ad inviarmi – via posta ordinaria! – una traccia scritta della sua chiamata (utilissima, nel caso non si preveda di viaggiare con il medesimo bagaglio danneggiato nei due mesi successivi all’incidente) e mi informa della possibilità, piuttosto concreta, che il mio diritto al risarcimento decada per denuncia fuori tempo.

E se la non violenza non fosse che un’immane cazzata?

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