[around midnight]

Mezzanotte sulle vie di Atlantid City.

Due donne sulla via del ritorno, si leccano i baffi dopo un sontuoso gelato cum cialda.

All’improvviso, un rumore. Non è il primo, ma è diverso dal lamento meccanico-cigolante udito in precedenza e terminato così com’era cominciato. Il nuovo rumore è ritmico, pneumatico, sbrodolante. Il classico rumore da gomma a terra.

Un’altra??!

Ebbene sì, signori della corte.

Un’altra.

Le due donne scendono. Quella che sbuca fuori dal posto di guida elabora teoremi sul numero massimo di forature cumulabile su un veicolo munito di sole quattro ruote in un dato arco di tempo. Risulta essere direttamente proporzionale al quadrato costruito sull’ipotenusa di un rotolo di carta igienica la cui somma dei cateti è pari alla percezione di pensieri impuri effettuati da terzi sul proprio consorte da parte di una moglie X fratto un numero Y di sms, il tutto elevato al Marcoferradini periodico.

Il risultato, evidentemente, tende a infinito.

Le due donne individuano la gomma forata. Essa è completamente a terra. Studiano il da farsi, in farsi e versi. Scartano a priori la terapia di gruppo, ma non lesinano sulle parole comprensive e i gesti affettuosi per cercare di tirarla su. La gomma non reagisce. Ci vorrebbe un’iniezione di buonumore, ma l’aria compressa giace riposta in un campo di grano, o più probabilmente in un oscuro cassetto all’interno del distributore sigillato. Neanche a pensarci. All’improvviso, la luce: in occasione della precedente edizione del Premio Amica del Gommista 2010, nel repertorio di serie di Amaranta – l’unica auto al mondo che legge Garcia Marquez in lingua originale quando è parcheggiata all’ombra – è entrata lei, la Bomboletta Magica, una sorta di Lei Cadonett per pneumatici. Le due donne rovistano fra i pregevoli manufatti conservati all’interno di Amaranta. Vengono rinvenuti, nell’ordine:

          un pastrano in jeans parzialmente delavé

          un manuale di regia

          un regolamento del giuoco del calcio

          un bidoncino di plastica da 3 litri, vuoto, dentro una scatola di cartone, piena

          un piatto piano di vetro color glicine, con nervature concentriche in rilievo, stimolante per lei, ritardante per lui

    un paio di infradito bianche in pura gomma, note per aver calpestato i pavimenti dei peggiori bar dell’Avana

          dei fogli di carta formato A4, con stampe varie in caratteri difficili

          svariati bidoni di polvere, né da sparo e né d’aspiro

          45 aghi di pino daniele

          un paio di stivali che hanno visto cose che voi umani

          una scatola, contenuto ignoto

          un calendario dell’Ente Lirico

          una gruccia in filo di ferro

          il catalogo di una mostra di De Chirico

          una lampadina fulminata, ma mai quanto l’out’ista di Amaranta

          tre bottiglie d’acqua Ferrarelle vuote

          dei quotidiani scaduti

          la Bomboletta Magica.

La donna sgusciata via dal posto del passeggero si impadronisce della Sacra Bomboletta con fare pratico. Si piazza controluce rispetto ai fari del distributore ove le due son riuscite a trascinare Amaranta e tenta faticosamente di leggere le istruzioni. Decide deliberatamente di ignorare la parte in cui si invita l’utilizzatore del bombolame ad agitare molto bene la faccenda prima di procedere, scoperchia il pulsante dell’erogatore, connette il bocchettone e prima che possa dire “disarcivescoviscontantinopolizzarsi” si ritrova coperta di schiuma fino alle orecchie, suscitando l’immediato aumento della salivazione in alcuni figuri che pensavano di immettere del carburante nelle loro vetture e invece si ritrovano su un set porno. Le facce dei figuri sono assai poco raccomandabili, e – per non correre rischi inutili – la pulzella decide di stroncarne le coronarie spalmandosi voluttuosamente la schiuma sui notevoli pettorali, con la scusa di scrollarsene un po’ di dosso. I figuri, stecchiti, vengono rimossi dal coroner.

Un secondo tentativo di gonfiaggio tramite bomboletta serve solo ad accentuare la somiglianza della passeggera con il ciuffo di panna montata in cima a un gelato fragola-limone-puffotumefatto.

Le due decidono di rinunciare. In quel momento una terza donna, ignara del dramma, sta riappendendo l’erogatore al portapompe dopo aver nutrito il proprio serbatoio. Trattiene a stento un urlo di terrore, quando una cornacchia di un metro e settanta senza tacchi le si para davanti per chiederle di scusare il disturbo e di essere così gentile da accompagnare Cuore di panna a Calamosca a recuperare la sua auto. La terza donna, in preda a shock analfilattico, accetta. Nei giorni successivi si troverà coinvolta in una causa di divorzio, nonostante l’esame effettuato dalla scientifica sul DNA delle tracce di schiuma non abbia evidenziato alcun elemento riconducibile al priapismo del migliore amico di suo marito.

Mentre loro si avventurano nella notte, su conti, su baroni ma soprattutto s’out’ista cercano di sistemare Amaranta nella posizione più confortevole possibile per tutti. Non essendoci la possibilità di coprirla di frasche per mimetizzarla in caso di attacco aereo giapponese, la cornacchia vestita in nero pastello lascia un biglietto sul cruscotto, per avvisare il gestore del distributore che Amaranta si può a buon diritto considerare una bomba-sexy ma non un’autobomba, e che la scrivente provvederà a recuperarla a breve. Per avvalorare la menzogna, la cornacchia valuta l’opportunità di lasciare in calce al biglietto il proprio numero di telefono. Ma poi pensa che tanto le telecamere a circuito chiuso del distributore avranno già ampiamente registrato il panna-show, se vogliono lo spettacolo completo sapranno dove trovarle.

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4 thoughts on “[around midnight]

  1. Roano ha detto:

    ..l'armistizio (..come Cristo), evidentemente, s'è fermato a Sanluri.

  2. utente anonimo ha detto:

    MI son persa qualcosa?

  3. utente anonimo ha detto:

    è VERO. Ho inserito su google la frase e sei uscita.Non per il cruciverba impudico, però. Si apre un destino di fortuna letteraria. S.F.

  4. utente anonimo ha detto:

    E se lo dice il professore…Oste! Otri di idromele per tutt…porta sfiga festeggiare prima dell'acconto della casa editrice?Ma tanto a noi l'idormele ci fa schifo, chissenfruàg…

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