[il dottor divago]

Ha ragione Caffelatte. È il caso di staccare un po’.
Ieri sera, con Frida, siamo arrivate alla conclusione che i noti sei gradi di separazione sono roba da pivelli inconcludenti. Le raccontavo di Caffelatte e del suo incredibile ritrovamento, e del fatto che la settimana scorsa s’è beccato un multone stratosferico perché viaggiava a 92km/h in viale Poetto. Frida fa una faccia e poi mi spiega che la settimana scorsa a un certo punto era con qualcuno che ha ricevuto una telefonata da parte di uno che s’era appena preso un multone stratosferico in viale Poetto. I casi della vita.
Dopo qualche minuto, seguendo chissà quale percorso, ci troviamo a parlare di nuovo di Caffelatte, e del fatto che sia un musicista ma che faccia anche un altro lavoro perché altrimenti è troppo facile. Frida fa di nuovo una faccia, e confessa che poche ore prima s’è ritrovata a spulciare il profilo di facebook di una che conosce e che fa lo stesso lavoro part-time di Caffelatte, e sul profilo di questa qui c’erano delle foto con i suoi colleghi, e uno di questi colleghi aveva lo stesso nome e cognome di Caffelatte, e il nome e cognome di Caffelatte è un po’ come il mio, o quello di K (ma non come quello di Zorro, per esempio), ce l’abbiamo solo noi. I casi della vita reloaded (ci sarebbe pure un “i casi della vita revolutions”, ma non è roba mia, e comunque la maga sostiene che faccia meno testo).
Durante la notte sogno di scacciare bestie strane che attentano alla pattumiera dell’appartamento semivuoto dove sono ospite, e di chiacchierare appassionatamente col bassista di una band statunitense, castano chiaro, alto, bello e affascinante. Uscendo dalla doccia, K mi sveglia poco dopo che il bassista mi ha finalmente baciato affermando di non poter resister un minuto di più senza farlo, chiedendomi conferma del fatto che io non sia sfusa e affermando sorridendo che la cosa ci avrebbe complicato notevolmente le cose. Sulla scia di frastornamento del sogno, esco di casa un’ora prima del dovuto e me ne accorgo solo quando sento Elio Turno Arthemalle annunciare la fine della prima parte anziché la fine del programma. Al mio arrivo in ufficio trovo un bassista castano chiaro, bello, famoso, affascinante e che mi bacia, non come nel sogno ma mi bacia, peccato solo che sia alto quanto me, mannaggia a lui. Il sogno col verme, mi doveva toccare.
A margine di tutto questo non ho scritto il referto, non ho scritto l’articolo (il fatto di non poter scrivere l’unica cosa davvero interessante a proposito del tema dell’articolo mi fa passare la voglia di scriverlo, punto), non ho scritto nessuna delle altre cose che vorrei finire di scrivere, non ho fatto i biglietti, ho pensato cose passabilmente feroci su un tipo che ha avuto un mese e mezzo di ferie durante le quali è andato a Samarcanda alla faccia nostra, e ho pensato che è obiettivamente complicato scrivere il mio nome in una lingua che comprende tre sole vocali. Non ho nemmeno contato i peli nelle orecchie a nessuno, io, e questo forse spiega alcune cose, anche se non so esattamente a chi.
 

Annunci

One thought on “[il dottor divago]

  1. utente anonimo ha detto:

    sai che credo di aver capito chi ti ricorda il tipo del mese e mezzo di vacanza? giacomo, o anche giovanni, del noto trio aldogiovanniegiacomo. e la domanda è: ma perché lui e i suoi soci non hanno fatto la fila per l'altezza?
    g

    (la parola del giorno per postare il commento è pupdap, e mi sembra il caso di condividerla)

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...