[il postino guarda sempre due volte]

Coda alle poste.
 

Mi casca l’occhio su un libretto per bambini, dal titolo “Io lo so che esisti”.
La carogna comincia ad arrampicarmisi sulla schiena. Eh no, penso. Quando è troppo, è troppo. Queste sono le poste, signori miei, non l’oratorio di una parrocchia tirato su con i soldi dei contribuenti. Non permetterò che dei bambini indifesi vengano esposti alle superstizioni di un manipolo di pedofili bavosi ingonnellati.

 


Un attimo prima di andare a protestare col direttore della filiale, mi rendo conto che il personaggio raffigurato sul bordo destro della copertina è vestito di rosso, non di porpora, e che il suo copricapo non è una papalina ma un cappello floscio, anche lui rosso, con un vistoso ponpon bianco.
Esco dalle poste e corro a farmi una tisana.

 

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