[je t'aime, moi non SWOT]

–          …e quindi sono andata da lui.
–          Ma in studio?
–          Nono, a casa.
–          Whoooh, a casa… promette bene!
–          Eh, era quello che pensavo anch’io… pensa che mi ha accolto in accappatoio.
–          In accappatoio?! Ma… no, dai, giura.
–          Ti giuro, in accappatoio! Pur con tutte le migliori intenzioni, ma non me l’aspettavo. Cioè, mi immaginavo una cosa un po’ più formale, almeno all’inizio…
–          In accappatoio.
–          Già. Ho pensato, magari si è appena fatto la doccia, che ne so, e non ha fatto in tempo a rivestirsi…del resto, perché pensare sempre male?
–          Eh, perché a pensar male, quasi sempre… (risate)
–          Comunque vabbè, mi ha fatto accomodare… io ero un po’ tesa, sai, con quello che si sente in giro di lui…
–          Con quello che si sente in giro di lui, altro che tesa!
–          Eh lo so, però son di quelle occasioni… cioè, finché non ti capita fai in fretta a fare la moralista, poi però…  cioè, alla fine ti chiedi, ma perché devo essere sempre la cretina che non ci guadagna un cazzo?
–          Ma appunto! Cioè, lo sai come la penso, come l’ho sempre pensata, però a un certo punto… cioè, cani e porci che vanno avanti e noi che cerchiamo di restare puliti a farci scavalcare da chiunque… ma proprio chiunque, eh! A quel punto, basta, non ci stai più!
–          Eh, infatti… che poi, voglio dire, non è mica detto che una debba fare chissà che cosa, magari le tue capacità vengono fuori…
–          …
–          Uhm, mi son fatta la domanda e mi son risposta da sola, eh?
–          Eh, non volevo dirtelo… (risate)
–          Comunque, mi ha fatto accomodare, io cercavo di non pensare all’accappatoio, perché alla fine ti giuro, mi sentivo davvero come la vergine da sacrificare al drago! Mica un modo di dire, a momenti tremavo!
–          Aiuto… ma lui com’era?
–          No, lui, insomma, aveva la tosse, ho pure pensato, non è che mi attacca qualcosa?
–          Giusto quello!
–          Eh, appunto… poi è stato lì un po’ a cincischiare, sembrava che volesse prendere tempo…solo che io, oh, tempo da perdere zero, eh, ho un casino di cose da fare, tu lo sai…
–          Eh lo so…
–          E alla fine, proprio mentre stavo per prendere io l’iniziativa, questo schifoso mi fa: la vuoi vedere la mia SWOT?
–          Che cosa?!
–          Ti giuro, non sapevo dove mettermi… cioè, così, a bruciapelo!
–          Eh, perché giocano sull’effetto sorpresa… cercano di abbattere le difese…
–          Ma infatti, perché figurati, era l’ultima cosa che mi aspettavo! Cioè, un pazzo, capito!
–          La SWOT…allucinante. E tu cos’hai fatto?
–          Eh, cosa vuoi che abbia fatto…
–          Non dirmelo…
–          Dai, non ti ci mettere anche tu…
–          No, ma figurati, lo sai che sono una tua amica…però cazzo… ma cioè, l’hai proprio…
–          Eh, mi son detta: adesso o mai più! Mi sono avvicinata al monitor e l’ho guardata!
–          Maiala… *
(risate scomposte)
–          Ti giuro, ero lì che continuavo a pensare “se mi vedesse mia madre in questo momento…”
–          Cazzo, io, mia madre, se scoprisse una cosa del genere morirebbe di crepacuore!
–          La mia, se lo viene a sapere, prima mi ammazza e poi muore di crepacuore… comunque, la vuoi sapere una cosa?
–          Daidai!
–          Non era mica ‘sto granché, la sua SWOT, eh!
–          Ma dai?
–          Ma ti giuro, io mi aspettavo, sai com’è, no, cioè, uno della sua fama… invece boh…
–          Ma tipo?
–          Ma tipo che le opportunità non erano per niente chiare, non si capiva se parlava del soggetto o del competitor…
–          Addirittura!
–          Ma sì, tanto che a un certo punto, per non rischiare figure, gli ho dovuto chiedere una spiegazione, e lui l’ha presa malissimo!
–          Minchia!
–          Cioè, prima s’è seccato, mi ha sparato un pippone sul perché e il percome delle SWOT…che volevo dirglielo, oh, guarda che io comunque di SWOT ne faccio da prima che tu fossi matricola, eh!
–          Ma infatti! Ma come si permette…questo che manco sa chi sei, a momenti…
–          Eh, appunto! Cioè, non è che ora mi vede un po’ così, in disarmo, diciamo… ma io mica faccio cappuccini al bar, eh! E lui che ancora se la tirava, sul perché delle opportunità, cosa sono le opportunità…
–          E che palle, non gliel’hai detto?
–          Eh, gliel’ho fatto capire… e a quel punto lui si è depresso.
–          Noooo!
–          Ma sì… mi faceva quasi pena, mi faceva…oh, ma tutti così, eh, prima fanno tanto gli strafighi saccenti spavaldi, la vuoi vedere la mia SWOT (voce in falsetto), e poi appena gli fai un appunto, zà, si riducono come lombrichi, con quelle loro caselle delle opportunità flaccide, ma io non lo so… mentre me ne andavo lo sentivo che strillava "te lo scordi quel posto da analista!"(voce in falsetto)…ma glielo dò io l'analista, ma l'analista che dico io, però… aspetta che mi suona l’altro telefono, ti richiamo stella, ciao, ciao.

* courtesy della Maga

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