[hold the line]

Stamattina ho sentito la neve per telefono.

 

Ieri sera, invece, per un attimo ho pensato di far sentire per telefono il profumo della lavanda e del rosmarino condominiali, attraverso il quale bisognava passare per salire in casa. Bello denso, esaltato dal buio, dallo sbattimento di tutto il giardino e la pineta a ritmo di maestrale, mischiato agli spruzzi salati che salivano dalla ringhiera.

 

No, non avevo fumato niente.

 

Anche se una bella fumata ci sarebbe stata bene. Peccato che il mio dispensatore di cicche, ancorché di felicità torbide, fosse troppo lontano per passarmene una. Ma rifaremoci.

 

Io. Tu. La neve fuori. Noi dentro, avvolti nel fumo di una sigaretta e nei fumi di un bicchiere di brandy, o in due dita di quel whiskey gustato a Bushmills. Persi a guardar fioccare, ad ascoltare come tutto si attutisce e diventa magico, ripensando al delirio acquatico di Giant’s Causeway, secchiate di pioggia e oceano addosso, e una marea di domande stupide.

 

Mi sembra di vederlo il tuo sguardo, attraverso il telefono, e finisco per fare una faccia beota a beneficio esclusivo della cornetta.

 

Chissà che ne pensano i telefoni, degli amori a distanza.

 

 

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One thought on “[hold the line]

  1. jaro ha detto:

    Sunday morning and I’m falling
    I’ve got a feeling I don’t want to know
    Early dawning, Sunday morning
    It’s all the streets you crossed, not so long ago

    (Io. Tu. Gli oceani. Altre domande stupide?)

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