[la noche de los lapiches]

Potrei, ma non voglio.

Sarebbe superfluo.

Di "Viva Zapatero!" esiste già un’eccellente recensione, nel blog [Tra parentesi], il cui link si trova qui sotto nell’apposita sezione.

 

Io ho atteso pazientemente di vederlo, prima di dare il mio illustre parerenonrichiesto®.

Ho seguito anche l’aborto di dibattito che ha avuto luogo, presente la Guzzanti stessa medesima, dopo la proiezione del film.
Sorvolerò sulla vergogna che ho provato vedendo tutto quel che è successo accadere nella mia città. Non mi consola molto il pensare che è possibile che la stessa cosa sia avvenuta in altre città italiane.

E’ successo, con somma ignominia, che di tutto si è parlato tranne che del messaggio che il film/documentario intendeva trasmettere. Un messaggio che per molti di noi è già sufficientemente chiaro da anni, ma non per questo ritengo sia meno preoccupante.
Anzi, probabilmente non è vero che da un pezzo abbiamo raggiunto e superato la soglia dello schifo tollerabile: se così fosse ci staremmo già muovendo concretamente per modificare la situazione. Il fatto che l’insopportabile sdegno sia tuttora limitato a un sobbollire da palude mi induce a pensare che il fondo non sia ancora stato raggiunto (il che aumenta in maniera esponenziale la mia preoccupazione sulle soglie di tollerabilità dello schifo e sui sistemi che ci hanno portato a sollevarla fino a un limite di là da venire).

E’ evidente che il documentario prenda spunto da un fatto personale: mica tutti siamo Madre Teresa di Calcutta. Difficilmente mi curerei di andare in fondo alla questione nel modo in cui faccio contro la municipale di Quartu se non fossi stata colpita da un volgare trucco da essa messo in atto per estorcere, a me ed ad altre dozzine di automobilisti, 357 euro e spiccioli.
Il punto, secondo me, non è il torto subito da un singolo: si tratta solo di un simbolo, il simbolo del torto che tutti stiamo subendo. Stiamo lasciando, per dirla con le parole di uno dei politicanti (di cui purtroppo mi sfugge il nome) intervistati nel documentario, che qualcun altro decida cosa ci interessa, cosa vogliamo sapere.
Cosa possiamo sapere, e cosa no.
Niente di nuovo, chiaro, è tutta la vita che combattiamo con le informazioni che siamo troppo piccoli per conoscere. Ma quando il livello dell’intoccabilità passa dalla strage di stato al programma televisivo, non so da voi, ma da me l’allarme comincia a suonare più forte.
Alla gente questo non interessa.
Siamo solo noi quelli che non si rendono conto del potenziale che hanno. Siamo solo noi quelli che non si rendono conto di rappresentare un pericolo.
Perchè i politicanti non sono – non tutti – stupidi.
Se ci tengono all’oscuro è per paura.

E invece di far sentire il nostro alito sul collo di questi delinquenti, cosa facciamo? Il loro gioco. Ci lasciamo intortare da questioni futili tipo la piacevolezza o meno del programma censurato. Così la Guzzanti diventa una diva isterica, Luttazzi volgare, Grillo un esaltato, Santoro di parte, la Gruber farebbe meglio a fare la calza e Biagi ad andare in pensione.
Sarebbe facile rispondere punto per punto facendo i nomi del Bagaglino, di Vespa, dell’Annunziata, di Mike Bongiorno o Clemente Mimun. Ma sarebbe ancora fare il loro gioco.
Il punto vero è che qualunque critica al governo diventa un reato. Un reato punito.
Un reato punito anche quando la legge accerta che il reato non sussiste, come nel caso dell’accusa alla Guzzanti.
La legge.
La legge che siamo abituati a veder distorta per venire incontro alle esigenze di un manipolo di farabutti mafiosi improvvisamente viene ignorata e censurata a sua volta per via di un programma televisivo?
Di due, di tre?
E che avranno mai da dire, ‘sti programmi, che non possa essere sentito dalle orecchie degli elettori?
Fatti veri, dice la sentenza. "Raiot" ha parlato di fatti veri.

Forse qualcuno si è reso conto di averla fatta troppo sporca, ultimamente, e si è sentito in pericolo. Solo chi ha paura di perdere il potere conquistato con la truffa può permettersi di essere spietato contro i suoi avversari.
Solo chi sa di non essere da meno, non per non essersi doverosamente opposto, ma per aver agevolato lo scempio ai danni del proprio paese (vedasi l’agghiacciante intervento di Violante alla Camera), quel paese che era stato chiamato a rappresentare e di cui teme di perdere i voti adesso al cambio di fronte, può continuare a fingere di non vedere.

Non so a voi, ma a me tutto questo ha fatto venire in mente un parallelo con altri fatti avvenuti in Italia qualche decennio addietro. E non solo perchè il documentario riporta un intervento di Furio Colombo che fa venire i brividi. Scorrono i titoli dei quotidiani, di allora come di oggi. E allora come oggi nessuno sembra rendersi davvero conto di quello a cui stiamo andando incontro, in un clima intimidatorio strisciante in cui i desaparecidos dell’informazione semplicemente scompaiono mentre siamo tutti presi da cose più urgenti.
Già, perchè non sono solo i comici o i satiri che scompaiono. Silenziosamente spariscono i direttori dei quotidiani, i giornalisti. Per "motivi personali" che sarebbe interessante approfondire, ma a cui nessuno sembra interessato davvero.
Intanto i telegiornali danno spazio a importantissime notizie di gossip, senza peraltro darle (vuoi per forza che io sappia che Alberto di Monaco ha inaugurato qualcosa e insieme a questo qualcosa la nuova era sbarazzina del Principato? Ma dimmi almeno che cosa ha inaugurato, checcazzo! E perchè dovrebbe fregarmene più delle disgrazie della moglie di Felipe di Spagna che di quelle di casa mia? Mi sono abbonata a TeleMiseria&Nobiltà? Quando? E soprattutto quale nobiltà?)

Esagerazione?
Chissà.


Ho visto cose che noi italiani non possiamo immaginare…ho visto rivoluzioni di velluto armate di una tenacia d’acciaio…ho visto oceani di silenzio solcati dall’onda anomala della protesta civile…massiccia…unita…ho visto piazze sterminate stracolme di desiderio concreto di cambiamento, tutti i giorni, senza tregua, senza dar tregua nè scampo…e ho visto il lucicchio di centinaia di migliaia di chiavi balenare nel buio vicino alle porte di Tannhauser…

 

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One thought on “[la noche de los lapiches]

  1. handlewithcare ha detto:

    l’ho visto ieri il film…che dire ?
    nulla; che fare? parecchio assai, cominciando dall’incazzarsi come dice grillo, ma l’occasione fa l’uomo ladro e siamo troppo vigliacchi e pigri pe non farci comprare, ma fosse un vero vendersi l’anima… no e’ come l’usura vuoi qulcosa non hai i soldi li chiedi allo strozzino di turno e…non finira’ piu’, vero cara la mia classe politica e dirigente italiana? vero?

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