[querelle de bioprest]

E’ la notizia del giorno, a quanto pare:

 

metti una sera dopocena un programma su quella che formalmente ancora è nota come  televisione di Stato;

 

metti dei telespettatori – altrimenti detti contribuenti – che, guardandola, si sentono spinti ad esercitare il diritto di critica;

 

metti la sempre più diffusa sindrome di Google: quella che spinge soggetti di varia natura (insicuri, curiosi, perditempo) a cercare un segno della loro esistenza sul noto motore di ricerca, rallegrandosi e/o tirando un sospiro di sollievo al trovarne (un classico caso di “Google, ergo sum”);

 

metti una irresponsabile voglia di sottrarre ai giudici tempo prezioso che dovrebbe essere prioritariamente dedicato a bazzecole tipo i nove milioni di cause attualmente in sospeso in Italia.

 

 

Ecco, questo è lo scenario in cui si aggira una notizia altrimenti scarna: Gigi Moncalvo, ex direttore della “Padania” e attualmente capostruttura di RaiDue, querela due blogger per aver criticato il programma da lui condotto qualche tempo fa sulla seconda rete nazionale.

 

 

I signori gradiscono un contorno? Una delle due querele è stata anticipata da una telefonata anonima in cui la blogger veniva minacciata di denuncia. Non così divertente come le care, vecchie telefonate anonime da parte dei maniaci sessuali, ma volendo potete trovarne descrizione accurata qui.

 

 

Non ho mai visto la trasmissione in oggetto e, pur ritenendo assai interessanti, quasi esaurienti, le informazioni diffuse in proposito dai due blogger querelati (Anna Setari e Nick, che son riusciti a rendere in maniera vivida l’immagine, corredandola di una critica precisa e circostanziata), non è mia abitudine dare pareri su fatti di cui non ho conoscenza diretta.

 

Ma posso dire la mia sul fatto in sé: quello che trovo preoccupante, infatti, è la palese pretesa di violare un diritto elementare come la libertà di espressione. Nei testi dei due blogger querelati, infatti, non vi è traccia di insulto: si limitano semplicemente a esprimere il loro parere – negativo – sul programma condotto da Moncalvo. Un programma trasmesso – lo ribadisco – da una rete pubblica: grazie anche, quindi, al contributo economico dei cittadini paganti il canone. Ci mancherebbe altro che non potessero dichiararsi insoddisfatti di ciò che coi loro soldi viene realizzato.

 

 

Ora, siamo d’accordo sul fatto che personaggi della storia italiana recente ammorbano l’aria con cadute a picco di stile pressoché quotidiane e una mancanza di classe come non la si vedeva da tempo, e che cercano – con risultati esilaranti, visto che la vergogna è ormai un ricordo – di far passare qualunque critica come reato di lesa maestà. Ma da qui a lasciare che facciano scuola ce ne passa.

 

Non posso che immaginare che messer Moncalvo non sia ferrato in materia di blog. Saprebbe, altrimenti, che è possibile replicare pubblicamente a quanto scritto dagli autori, precisando le eventuali motivazioni valide a difesa del proprio operato.

 

La querela, in questo caso, appare solo come una mancanza: quella del coraggio di affrontare il pubblico pagante. Niente di nuovo, per carità: c’è chi nasce uomo e chi caporale.

 

 

 

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15 thoughts on “[querelle de bioprest]

  1. Shade76 ha detto:

    togliere la libertà di opinione.. questa è la cosa che lascia più allibiti. E che lo faccia qualcuno che *dovrebbe* avere i numeri per essere d’esempio credo sia davvero pari al “rasentiamo il ridicolo”.
    BLog è un diario pubblico, tutti possiamo leggere di tutto e di più, possiamo commentare o non curarcene minimamente.. ma che senso ha denunciare due persone che hanno espresso *semplicemente* il loro dissenso? E’ come dire: andiamo a votare, ma se non voti la violetta di campo ti metto in galera?

  2. jaro ha detto:

    sì, son proprio quelle che hai sottolineato tu le cose che colpiscono di questa vicenda: il generalizzato uso a scopo intimidatorio degli strumenti penali che pare stia prendendo sempre più piede, e la pochezza di un personaggio pubblico incapace di sostenere dialetticamente una critica…

    (…molto più semplice correre a piangere dalla mamma, claro…)

  3. SteelRain ha detto:

    insomma, per riassumere.. “annamo bbéne….”

    E poi si lamentano dei giovani cervelli italiani che emigrano, tzè.

    Immagino, dal basso della mia ignoranza in materia, che queste querele/denuncie costituiscano un precedente alquanto preoccupante.

  4. SteelRain ha detto:

    Ps. Mi dev’essere scappata una “i” ?

  5. jaro ha detto:

    Dopo le galline e i cervelli scappano pure le i…eh, l’età, signora, l’incontinenza fa brutti scherzi… 😮

  6. SteelRain ha detto:

    Evabbè, povera “i”. Sempre chiusa in casa, casa e chiesa, che vitaccia. Spero che adesso sia a sbronzarsi da qualche parte, magari con una ü

    ^_^

  7. jaro ha detto:

    Lo spero anch’io…

    (…così fanno compagnia alla signora che è già ubriaca di prima mattina e posta col mio account…)

  8. SteelRain ha detto:

    Mwahahahahahahahaha…

    Ma noi le vogliamo bene anche per questo, nevvero? 😀

  9. out ha detto:

    A-hem.
    Il fatto che a questa domanda suppongo retorica non sia seguita nessuna risposta è – come dire – inquietante.

  10. RyCooder ha detto:

    Non guardate me: io le voglio bene solo perchè quando ci vediamo mi caccia la parrucca® in bocca e per qualche ora mi rimane una strana aroma di vaniglia in bocca…

  11. jaro ha detto:

    Ah, ok.
    Quindi niente a che vedere con quel libidinoso strusciare delle nostre ghiandole mammarie…peccato.

  12. jaro ha detto:

    (Oh cazzo. L’ho fatto di nuovo. Postare col suo account. Beh, magari pure a lui piacciono le tette del Generale…)

  13. RyCooder ha detto:

    Esci da quel corpo, immonda Trota®!

    😀

  14. out ha detto:

    Ah, quindi quella immonda sarei io?!

    …basta saperle, le cose… 😮

  15. butirrometro ha detto:

    I blog querelati da Moncalvo sono diventati 4: Televisioni, Solotesto, il mio e Braviblog.

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