[sodomia sodomia canaglia]

A volte prenderlo nel culo può essere piacevole.

Se i partecipanti al gioco sono consenzienti.

Se non lo sono…beh, spesso si tratta di politica.

Oppure di una storia come questa.

 

Maggio 2004.

Ti eri trasferita da poco a Bologna.

Niente o quasi era andato secondo i piani, ma tu resistevi.

Ti conoscevo ancora poco, ma mi pareva che ne valesse la pena.

Mi pareva che fossi sincera.

Mi è parso normale rispondere alla tua richiesta d’aiuto quando mi hai detto che il tuo problema di salute si era ripresentato, con urgenza, che dovevi andare in ospedale per un controllo ma che facevi persino fatica a muoverti. Ho smosso tutte le mie conoscenze in Emilia per te.

E mi è parso normale mandarti 100 euro con un vaglia istantaneo, perchè dicevi di non averne neanche 5.

I tuoi erano irraggiungibili, mi avevi detto.

Mi era parso normale venirti in aiuto.

Il fatto di campare a stento con uno stipendio da operaio di secondo livello passa in secondo piano quando chi ti chiede aiuto ti chiama “sorella”.

 

Poi lo stipendio non c’è più stato.

 

Mi avevi assicurato che appena rintracciati i tuoi mi avresti fatto rendere il prestito da tuo padre.

Chissà dov’erano finiti, visto che i mesi passavano e di restituzione manco a parlarne.

Comunque non stavo lavorando, la situazione era critica e tu lo sapevi.

Ne avevamo parlato.

Mi chiamavi ancora sore’.

 

Ho aspettato ancora.

E ancora.

E ancora.

A Maggio di quest’anno non ce l’ho fatta più.

Ti ho mandato un messaggio per sollecitarti. Non potevo fare diversamente.

100 euro, allo stato attuale delle cose, per me significano due mesi di viveri.

 

Mi hai risposto il 13 Maggio 2005, alle 14.44

Ennesima figura di m… Certo! Appena torno a Hometown te li porto immediatamente. Scusami. Me ne sono completamente dimenticata.

Tutto a posto, ho pensato.

Può succedere di dimenticarsene, ho pensato.

Ci ho creduto veramente.

A Hometown ci sei tornata, ma non è successo nulla.

 

Ti ho incontrato per caso mercoledì scorso.

Mi sei sembrata sfuggente quando i nostri sguardi si sono incrociati.

Mi sono avvicinata per salutarti, chiederti come stavi, presentarti l’amica che mi accompagnava, di cui avevi sentito parlare e che aveva sentito parlare di te.

Un iceberg sarebbe stato più cordiale.

Non dico affettuoso.

Cordiale.

Non hai fatto il minimo accenno al prestito ancora in sospeso.

Non l’ho fatto neanch’io, per non metterti in imbarazzo davanti ad altri.

Ha i suoi problemi, ho pensato ancora.

Io ho i miei, che non sono da meno, ma evidentemente non è importante.

 

Negli ultimi giorni un concatenarsi di eventi ha peggiorato la mia situazione economica su tutti i fronti.

L’emergenza è diventata istantanea, nessuna ulteriore proroga possibile.

Ti ho mandato un altro sollecito domenica mattina.

Tempo fino a mercoledì, oppure gli estremi per un vaglia.

Un appello disperato.

Nessuna risposta.

La buona fede, già molto provata, ha iniziato a vacillare pesantemente.

Ma non ci volevo credere che mi stessi prendendo in giro.

Ti ho chiamato stamattina sul cellulare.

Nessuna risposta.

Allora ti ho cercato a casa.

Mi son sentita rispondere che non eri in casa.

Da te stessa, Tayga.

 

 

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4 thoughts on “[sodomia sodomia canaglia]

  1. Shade76 ha detto:

    non sono affari miei.. ma queste cose mi lasciano sempre basita.
    Mi spiace, davvero

  2. utente anonimo ha detto:

    Che schifo.
    Dovrebbe davvero vergognarsi.
    E parlare direttamente a suo padre con la copia del vaglia in mano, evitandola?

    thisbe

  3. pecten ha detto:

    non mi stupisco che sia avvenuto ciò visto che in un sito sono stato attaccato da alcune persone senza neanche averci scambiato 2 parole… e il sito dovrebbe essere parlare virtualmente su alcuni argomenti

    100 euro sono 200mila lire con il potere di acquisto di 100mila lire, ma si può andare a fare questa figura così misera per dei soldi? L’amicizia, il rispetto per una persona / della persona sono altri valori, peccato che la gente si comporti così..

  4. utente anonimo ha detto:

    Dio mio che pietà…

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