[the sound of silence]

Non so se lo sentite anche voi.

 

E’ assordante.

 

Come l’eco lacerante di un lamento che rimbomba in un tunnel senza fine. Rimbalza da una parte all’altra senza pace, perché non trova chi lo ascolti. Un mormorio spettrale, come il dolore fantasma di una gamba amputata. Il male si è consumato, ma il dolore non trova soddisfazione.

 

 

Da qualche giorno ho la strana sensazione di vivere in una dimensione parallela. Una specie di acquario. Vedo gente che muove la bocca, ma il suono non esce. Un acquario di plastica, che contiene facce di plastica, espressioni di plastica, dove tutto è ricoperto da teli di plastica. Quelli a cui guardi con inquietudine quando appaiono in un thriller, perché significa che sta per esserci della macelleria. La plastica ripara, è facilmente lavabile, la plastica.

 

 

Non credo che il sangue si sia visto, comunque, a Fallujah. Il fosforo bianco scioglie i tessuti (quelli umani: gli indumenti restano pressoché intatti), brucia i corpi. Dicono che ardere vivi sia la morte peggiore: il fuoco procede dall’esterno verso l’interno, dalle estremità verso il centro. Gli organi più interni, cervello, cuore, restano coscienti fino alla fine, consapevoli di quello che sta succedendo. C’è solo da augurarsi che il dolore o il terrore facciano impazzire prima.

 

 

Usereste mai i vostri bambini per un esperimento del genere?

 

Già, che domanda stupida.

 

Si potranno ben usare i bambini di qualcun altro.

 

Ma conviene evitare di dirlo in giro. Pare che il fosforo bianco sia un’arma chimica, una di quelle bandite dalle convenzioni internazionali, proprio come quelle che gli Stati Uniti erano andati a scovare in Iraq, per evitare che ne facesse un uso improprio. Ops. Ho detto “uso improprio”, vero?

 

 

In effetti l’ambasciata statunitense in Italia non ha negato che le proprie truppe in Iraq ne abbiano fatto uso. Ha dichiarato che si sono limitate ad usare il fosforo bianco per le sole finalità illuminanti. Qualcosa non deve aver funzionato. Un uomo – George W. Bush, nella fattispecie – che autorizza la morte per corrosione di uomini, donne e bambini, tutto mi sembra tranne che illuminato. Mi sembra piuttosto un capo di stato che dovrebbe rispondere di crimini contro l’umanità. Un’accusa ripugnante, oltraggiosa per il Paese che si fa specie di considerarsi il guardiano della pace nel mondo. Un’accusa a cui un paese con la coscienza pulita risponde a muso duro, con toni forti, facendola crollare punto per punto.

 

 

Ma non è successo niente del genere.

 

Sono passati giorni, ormai, da quando la segnalazione è stata trasmessa da Rainews24 con un servizio che potete trovare qui. In Italia c’è stato lo sciopero dei giornalisti di mezzo, ma una notizia del genere non poteva certo passare inosservata. Non può passare inosservata.

 

 

Di nuovo quella strana sensazione. L’acquario.

 

 

Sono cresciuta sentendo parlare di una cosa meravigliosa, la libertà di espressione, di informazione, di stampa. Qualcosa che, mi raccontavano quando ero piccola, negli anni cupi del regime non c’era, era stata rimossa, vietata, punita. Sono cresciuta fiera e felice di vivere in un paese libero, e ho sempre guardato con ammirazione ai grandi giornalisti, quelli capaci di andare a fondo in un’inchiesta per amore della verità libera da protezioni ingombranti e interessate, per garantire ai cittadini il diritto all’informazione. Un lavoro che richiedeva coraggio, da più di un punto di vista.

 

Eppure non una parola è stata dedicata all’inchiesta sui fatti di Fallujah, da nessuno. Muti i quotidiani, muti i tele- e i radiogiornali. Rimbalza da una pagina all’altra della rete, senza ulteriori conferme o smentite ufficiali, accompagnata da una domanda: perché? E se anche si trattasse – per assurdo – di un colossale abbaglio, perché non dirlo?

 

 

E’ l’assenza totale di rumore intorno alla questione che fa vacillare la percezione. L’informazione fantasma ti fa dubitare di quello che leggi, ti fa sorgere il dubbio di essere vittima di un’allucinazione, tu come tutti gli altri che ne hanno sentito parlare, che hanno visto quelle immagini colpire dritto allo stomaco. Orbite vuote, bocche sfigurate, spalancate e mute. L’informazione fantasma, come se non fosse mai esistita, come se fosse stato solo un brutto sogno. Se non se ne parla si dimentica prima.

 

L’informazione fantasma, come un errore di matrix.

 

 

Ditemi che lo sentite anche voi, questo silenzio. Il silenzio degli innocenti. E dei colpevoli.

 

 

 

 

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6 thoughts on “[the sound of silence]

  1. HermesMercury ha detto:

    A parte che condivido tutto quel che hai scritto, ma sai cosa mi è piaciuto di più di questo tuo post? Gli splendidi e silenti accostamenti cinematografici. L’atmosfera creata dalle tue parole coinvolge e per continuare sul tuo stile, siamo vittime di infinite “verità nascoste”. Saluti nottambuli.

  2. out ha detto:

    Oltre a rainews24, hanno finora avuto il coraggio di affrontare la notizia:

    Beppe Grillo (www.beppegrillo.it)
    Daniele Luttazzi (www.danieleluttazzi.it)
    Fabio Fazio (http://www.chetempochefa.rai.it/R2_popup_articolofoglia/0,7246,303^6711,00.html)
    Il Giornale di Sardegna (12 Novembre 2005, pag.7)
    più un’inspiegabile articolo di Repubblica.it che annunciava il servizio su rainews24 per il mattino dopo (http://www.repubblica.it/2005/k/sezioni/esteri/iraq71/rainews/rainews.html). Un servizio presentato con tutti i crismi e poi inspiegabilmente abbandonato subito dopo, senza uno straccio di seguito (prego chi fosse meglio informato di smentirmi, ne sarei felicissima).

    A parte i due quotidiani (uno che ha fatto un accenno in anticipo, l’altro con cinque giorni di ritardo), noto con sgomento che la notizia circola in spazi alquanto alternativi ai canali ufficiali dell’informazione.
    Continuo a chiedermi cosa diavolo ci sia sotto e lancio un appello: non lasciamo cadere la cosa. Avere informazioni verificate e attendibili è un nostro diritto. E’ sempre più evidente che c’è qualcuno che preferisce avere sudditi-struzzi o sudditi-allodole. Che sia più interessato agli irreality-show per cerebrolesi che a farsi una propria opinione su quello che lo circonda e a decidere di conseguenza.
    Chiunque senta di avere una coscienza civile manifesti il proprio supporto a chi sta cercando, con estrema fatica, di andare a fondo a questo ennesimo vergognoso insabbiamento.

    Insistimos.

  3. out ha detto:

    Aggiornamento:

    è stato lanciato un appello per rendere disponibile on line quanto prima l’intervista di Fabio Fazio a Giuliana Sgrena andata in onda nella puntata di ieri di “Che tempo che fa”.

    Chi volesse aderire può farlo qui:
    http://www.forum.rai.it/index.php?showtopic=69440&f=38&st=0&p=1293206&#entry1293206

  4. out ha detto:

    P.S.
    Avevo dimenticato di inserire Beppe Severgnini e i suoi lettori nella lista dei coraggiosi.

    http://www.corriere.it/solferino/severgnini/05-11-13/02.spm

  5. utente anonimo ha detto:

    Sento lo stesso tuo silenzio, carico di tensione, pieno di grida di bambini, donne e uomini inermi…
    Sento freddo, un freddo che non trova pace e giustizia
    Mi chiedo se veramente ogni uomo ha una coscienza….

    Francesca

  6. out ha detto:

    Già.
    Dire che resto sbigottita, e non solo per le immagini che stiamo (quasi di nascosto) vedendo è poco.
    Ma forse non è vero che siamo un popolo di gente senza coscienza.
    Le firme per l’appello affinchè la Rai trasmetta l’inchiesta su Fallujah in prima serata continuano ad aumentare.

    Il link si trova qui:
    http://www.articolo21.info/appelli_form.php?id=54

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