[nel bel mezzo di un gelido inverno]

Che teneri, gli abitanti di Atlantid City, che appena il termometro scende sotto i 10°C attaccano coi commenti sul freddo polare.

Mettere il naso fuori di casa diventa un’impresa epica, forse per via della difficoltà nel reperire cani da slitta che trainino la Smart in salita fino in piazza d’Armi.

Chi è costretto ad avventurarsi all’esterno ne approfitta per rifarsi il guardaroba. Il risultato è un conglomerato di strati malamente coibentati, che impediscono qualunque movimento e soffocano la comunicazione. Quanto sono disinvolti nell’andare in tribunale o in banca con le infradito, tanto risultano impediti bardati come i figli innaturali di Amundsen e dello yeti.

Nel tentativo di sopravvivere alla glaciazione, annegano nel fil’e ferru, che secondo loro dovrebbe fungere da antigelo ematico, e rischiano il tracollo emetico perchè si sfogano – finalmente – ad ingozzarsi di qualunque cosa superi i sei miliardi di calorie per centimetro quadrato. Su Videolina, grande spazio all’intervista con l’esperto indipendentista che rivendica l’origine asseminese della polenta col capriolo.

Quelli che non soccombono intasano le linee telefoniche per raccontare, con tono a metà tra l’apocalittico e l’estasiato, ad amici e parenti – i quali lo sanno perfettamente, visto che vivono mediamente a due isolati di distanza – che la colonnina di mercurio quella mattina segnava i 9,5°C, “cioè, capito Bonaria, nove gradi e mesu, pitticca sa Siberia, m’inci femu morendi!”, “Tocca, o Fisio, lassammi’ serrai chi deppu cosinai su pinguinu po is pippius”. Poi corrono al supermercato a fare scorte che manco in previsione di una catastrofe nucleare.

L’Unione comincia a titolare sulla “morsa del gelo” anche se l’unico morso in tutta la provincia se lo son dato due automobilisti coinvolti in un tamponamento in viale Marconi (essendosi uno dei due distratto a valutare l’opportunità di acquistare le catene da neve per raggiungere in sicurezza Pitz’e Serra).

I negozi di articoli sportivi piazzano in vetrina tende da Himalaya, casomai qualche temerario volesse cimentarsi in un’escursione estrema a Burcei, e panettoni antisosta con una maniglia incollata a vinavil, nella speranza che qualcuno li scambi per attrezzi da curling.

Poi, tempo tre giorni, il termometro torna sui 12°C regolamentari, e allora tutti a ricordare l’inverno con un filo di nostalgia.

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4 thoughts on “[nel bel mezzo di un gelido inverno]

  1. Claudia ha detto:

    – 5°C. Mi spetta di diritto il capriolo con polenta, direi. Solo per la fati’a spesa nel liberare la Topolona dallo strato di ghiaccio che la rivestiva stamattina. Faceva molto Cronache di Narnja, ma era solo Valle San Bartolomeno, e ciavevo le mani diacce.
    (pur mettendomici d’impegno, non riesco a dare un senso a “po is pippiu”)

  2. paolododero ha detto:

    ..c’esti pagu cos’arriri. Su pinguinu de dommu mia s’esti mortu po su friu in s’apposent’e croccai

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