[sexual perversity in villa balorda]

– No, ma se ti faceva schifo leggere bastava dirlo, eh!

Dopo più di un mese di vita in comune, i muratori si sentono out o’rizzati a sfottermi, alla centodecima pila di libri che spostiamo per poter imbiancare.
Dagli torto.
La quantità di libri che io e K siamo riusciti a stuggiare dentro Villa Balorda ha del sovrannaturale.
– ‘nkia, ma non potevi rientrare nel 99% degli italiani? Tutti tu ce li hai, quelli che non leggono gli altri!
Non ho mai detto di non essere golosa. Peggio di una tavoletta di cioccolato.
– Sì, ma almeno il cioccolato lo mangi ed è finito.
I libri, invece, non sappiamo più dove metterli. Siamo circondati.
Per un momento ci guardiamo, stravolti, e valutiamo la possibilità di arrenderci alla schiacciante superiorità numerica. La scena è meritevole: al centro del letto si innalza un cumulo da far invidia ai peggiori falò del Terzo Reich; tutto intorno è un fiorire di stalagmiti di carta stampata, una foresta incantata in mezzo alla quale noi tre umani dobbiamo muoverci con la cautela di un artificiere. Una mossa falsa, e dovrebbero tirarci fuori coi San Bernardo.
– Buoni propositi per il 2012: non comprare neanche un libro!
In realtà non più tardi di sabato scorso me ne son messa in casa altri 1600, ma per fortuna in formato digitale, sia benedetto K e il momento in cui ha pensato di regalarmi il kindle.
– A saperlo prima, invece dei mattoni usavamo i libri. Isolanti, sono isolanti, e soprattutto non dovevamo tirarli su per tre piaTARARARA’! (snap, snap)
Telefono.
TARARARA’! (snap, snap)
E’ Bartolini, che mi chiede se sono in casa, pronunciando il mio cognome come fosse giapponese.
Torno su brandendo la sorpresa e mi accingo ad aprire il pacchetto sotto gli occhi terrorizzati dei muratori.
– No, eh? Non ci voglio credere.
– Aspe’, magari è un cd.
– NOOOOOOOOOOOOO!!!
Mi stringo nelle spalle con aria colpevole. Non è un cd. Frustatemi.
– Vabbè, dai, è fine.
– Almeno faccelo vedere!
Allungo il libro sorridendo beota, tutta presa dal biglietto che lo accompagna.
– Anvedi!
– Però! Bel libro!
Me lo ripassano con l’aria di quelli che non è vero che stanno ghignando misto sguardi di stima. Sulla copertina c’è scritto “Sexual perversity in Chicago”.
Grazie di questo momento, maga.
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3 thoughts on “[sexual perversity in villa balorda]

  1. paolododero ha detto:

    ..devo dedurre che non te ne posso più prestare?

  2. crabarrubia ha detto:

    ma sei matta a rinunciare al libro cartaceo per quell’orribile coso digitale?????nooooooooooo

  3. Outsider ha detto:

    Chi ha detto che rinuncio alla mia passione cartacea?!
    (semplicemente ora evito di portarmi appresso 25 kg di libri ogni volta che mi sposto)

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