[guida galattica per aspiranti pornostar (so long and thanks for all the fish)]

Sembrava un giorno come tanti.

Uno dei soliti giorni in cui l’unico Tommasi contemplato dal mio universo era quel bell’omino di Damiano.

Quell’altra, lo confesso, la snobbavo con la consueta spocchia.

Fino a ieri.

Perché ieri Sam ha deciso di condividere un bel momento intimo con gli amici postando questa foto:

Davanti a queste espressioni intense, spregiudicate eppure innocenti, summa naturale dell’arte di Leopoldo Mastelloni e Carla Signoris, ho capito che lo snobismo doveva cedere il passo all’umiltà; ho capito che bisognava calarsi il cappello, o quantomeno le mutande, e approfittare dell’occasione offerta per imparare l’arte della seduzione da chi è veramente in grado d’insegnarla; ho capito, soprattutto, come vedere ‘sto cacchio di film, e quindi buio in sala, grazie.

Una parrucca è fondamentale. C’ero arrivata persino io, e in tempi non sospetti (dice disperdendo le ceneri dei negativi originali di Futura.it). Una parrucca in testa ti permette di emergere da una gangbang con lo sguardo casto di quella che non poteva essere lei perché i capelli son diversi (segna: trucchi da professionista, lezione n°1).

Allo stesso tempo è fondamentale il distacco. Il sesso va vissuto  come una lieve seccatura da cui non lasciarsi travolgere. Mai. Tommasi illustra il concetto fin dalle prime scene, in cui resiste ai tentativi di pastrugnaggio da parte di una nana bionda assumendo l’espressione ascetica di Giovanna d’Arco in preda a visioni. Visioni di piloni di cemento, a giudicare dallo sguardo e dalla gestualità, che sarebbe certamente forsennata se lei non riuscisse a dominarla in maniera esemplare.

Il controllo totale delle proprie emozioni va mantenuto anche qualora ci si ritrovi ad armeggiare con la nana bionda su un tavolo da conferenze. Un grosso contagocce della Novalgina regalerà una penetrazione travolgente come un comunicato stampa di Monti. Se si è alle prime armi col sesso saffico, Tommasi suggerisce una partenza bruciante e senza remore: il cunnilingus è superato, la partner si fa impazzire pizzicottandola sulla panza con la dedizione perversa con cui ci scaccolerebbe a un semaforo, e standole chinate sulla passera come se le si stessero contando i peli, ovvero del tutto immobili per non perdere il conto. La nana bionda, nel video, mostra di apprezzare con entusiasmo, perciò andate pure sul sicuro. Quando lei, eccitatissima, vi darà il cambio, assumete l’aria di chi mira il sol dell’avvenir – distraendovi solo per carezzarla sulla testa, non più di una volta, come fosse un cocker – e per carità: rimanete immobili. Se la partner, in preda a estasi incontenibile, vi si arrampica addosso, fissatela  come fissereste qualcuno che vi cammina con le scarpe infangate sul pavimento appena tirato a cera. Se lei ricambia lo sguardo come se si stesse chiedendo se siete vive, è pazza di voi. Qualora la partner insistesse per farvi saettare la lingua in bocca a mo’ di crotalo, immaginate di essere dal dentista per una devitalizzazione. Di rigore: gemiti fuori campo, cambio di parrucca e depilazione approssimativa. Del resto, la ricrescita del pelo è natura, e con tutti i video porni che giriamo tutte tutti i santi giorni non si può pretendere che si sia sempre impeccabili, via.

Nel caso qualcuno ve lo chiedesse, ma soprattutto nel caso nessuno lo facesse, rilasciate delle dichiarazioni tipo “mi piacerebbe esser presa con la forza” dimenticandovi di citare la camicia.

Sfinita di piacere la partner coi numeri di cui prima, procurate di entrare in un sexy shop a patto però – per non banalizzare l’esperienza – che sia intrigante come un emporio di ferramenta.  Appena sentite un rumore qualunque, sollevatevi il vestito mostrando le pudenda e gracchiate qualcosa tipo “un bel maschione tutto per me”  con la spontaneità di un casello dell’autostrada: qualcosa succederà. Per esempio potrebbe succedere che vi ritroviate a fingere di bussare con insistenza e di pugno col pisello di un tipo in bocca. Se intanto che vi aprono lui tenta di fare conversazione, scoraggiatelo con degli “uhm” ben assestati. Non dimenticate di rimettervi la parrucca rossa.

A questo punto è possibile che un altro tipo, evidentemente miope, si avvicini per verificare se quell’altro si stia trombando un manichino. Avutane conferma, si unirà a voi per una scena bollente, in cui dovrete soprattutto mostrarvi confuse, financo irritate, se comprendete il significato del termine, perchè i colpi di quello che vi prende da dietro vi sfasano la mira sul pisello di quello davanti. Ritrovarvelo su per una narice è troppo fetish anche per voi.

Dopodiché fingete di sapere cosa significhi bukkake, fatevi circondare da tre uomini e assumete delle espressioni tra il preoccupato e il terrorizzato di fronte alla loro virilità, tipo “invasione degli ultrapiselli”. Procurate di aprire e chiudere la bocca sempre al momento sbagliato rispetto alla loro generosa offerta. Guardate perplesse il regista quando vi urla “la devi aprire, quella cazzo di bocca, aprire la devi!” sul finire della scena.  Se vi scappa un ruttino, mascheratelo fingendo di mandare un bacio, tanto tutto il pubblico sarà ancora lì a chiedersi cosa regga la bretella sulla spalla di uno dei tipi se lui è nudo.

Spostatevi poi su un divano bianco per non rischiare di cadere in qualche altro cliché. Manifestate ai partner il vostro sommo compiacimento per le attenzioni di cui vi onorano stridendo come un motorino fuori giri su per una salita ripida. Se riusciste ad aggiungere un tocco di unghie sulla lavagna sarebbe il massimo. Se non ve la sentite, abbiate almeno cura di abbozzare un’espressione di godimento tipo Sofia Loren nella scena madre de “La ciociara”. Se i due si guardano e scappa loro da ridere, non vi stanno prendendo per il culo. Non ancora. Dimostrate il vostro apprezzamento urlando “sìììììì” con la grazia di una pescivendola dei Quartieri Spagnoli e l’enfasi che avete imparato col metodo Stanislavskij. Loro sorrideranno compiaciuti, talmente compiaciuti che nella scena successiva uno si guarderà intorno alla disperata ricerca di una zanzara, e l’altro comincerà anche lui a interrogarsi sulla sua bretella.

Gran finale in cui l’attenzione viene giustamente riportata sui dialoghi, e Tommasi ci mostra come la cosa veramente importante non sia essere posseduta da due uomini bensì da presenze aliene che la portano a un passo dagli occhi bianchi. Verrà da farli anche a voi, quando la sentirete urlare “che goduria” come se avesse pestato una merda di cane. Resistete alla tentazione di tapparle la bocca con un calzettone, anziché col primo pisello utile, segnate in fondo agli appunti che di certo non si tratta di cocaina e che persino il borotalco Felce Azzurra – se inalato –  dà più verve,  spegnete il computer, mettete su un disco dei King Crimson e non fate sesso per almeno due ore onde evitare incidenti diplomatici.

Poi chiamate Damiano.

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4 thoughts on “[guida galattica per aspiranti pornostar (so long and thanks for all the fish)]

  1. Dekkard ha detto:

    la Tommasi è talmente avanti che se le tocchi le tette stai già facendo del sesso anale…

  2. Calippa ha detto:

    Seguirono 92′ di applausi.
    (per la scrivente, eh… mi’a per il manichino)

  3. mobz1987 ha detto:

    è la prima volta che leggo qualcosa nei blog….di solito non mi faccio influenzare…… ma tu cristo iddio stai fori peggio di me chi sei voglio vedere la tua faccia!

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