[light today]

O della bellezza di questa luce.

Che è difficile da spiegare a parole.

Bella come Grogu che mi caracolla incontro appena sveglia e mi si arrampica addosso col muso ancora assonnato per baciarmi, come se senza quel bacio la serata non potesse proseguire.

Bella come quando avevi cinque anni e il tuo papà ti aspettava sul bagnasciuga e ti avvolgeva forte nell’asciugamano che sapeva di vacanze, appena uscivi dall’acqua.

Bella come quando non hai più cinque anni e avvolto con te nell’asciugamano c’è qualcuno con cui ti mischi le gocce e ha la faccia felice e sorpresa manco ti avesse vinto al totocalcio.

Bella come quel tipo di sesso famelico che ti attorciglia lo stomaco, ti lascia senza fiato e ti fa saltar via il piercing dal naso. E ridere tanto che pensi di morire, invece non muori. Ricominci.

Bella come chiedersi se è possibile che succeda anche col piercing che hai ora, e pensare che c’è un solo modo per scoprirlo.

Bella come perdere il conto delle bracciate, all’inizio ognuna è un pensiero, alla rinfusa (gente fuori di testa, gente maleducata e gente che dà troppe cose per scontate; quelli che l’educazione sessuale non è “scusa cara, ti giri, per favore?”; tutte le cose che avrei voluto chiederti. Sì, a te; il jack; sei maledetti articoli che non si vogliono chiudere; il profumo del fico; gentiluomini discreti che reggono il gioco anche se non è importante; Betta sullo squalo custode;  i tuoi tatuaggi, tutti e tre; ritornare in radio; i consigli degli ex; la verità è che non gli piaci abbastanza; finire la sceneggiatura; sparire senza una parola, o quasi (non si fa, non si fa); quelli che dopo due anni ti dicono che hanno avuto paura, poi hanno capito; chiedersi cosa ci sia da aver paura; le nuove amicizie, la dea le benedica; ossigeno (mancanza di); Codroipo; viversi le cose belle; è tutto gratis; paranoie maschili), poi ti ci metti d’impegno a stancarti e finisce che ci riesci, e l’unico pensiero che resta è che la Tunisia è a meno di 200 chilometri.

Bella come galleggiare sulla schiena, al largo, con l’aria e l’acqua alla stessa temperatura ed è come volare.

Bella come un pianto disintossicante, ogni lacrima che ingloba un pensiero rognoso e lo porta via, fuori, e poi tanto in acqua non si vede che piangi ed esci che sei come nuova.

Bella come il sole che scalda la faccia senza bruciarla, con la schiena appoggiata a uno scoglio e i piedi nell’acqua, quando in giro non c’è più nessuno e anche l’ultima demente che scassa la minchia perché pretende che non si fumi in spiaggia – però il SUV acceso venti minuti per farlo scaldare si può tenere – si è smaterializzata.

Bella come godersi il momento, per quanto manchi sempre qualcosa d’importante. La felicità ai tempi del precariato.

Bella come guardare la propria vita incidentata galleggiarti davanti, e pensare che sei ancora qui a scrivere cazzate, nonostante tutto. E fanculo a Pollyanna, lo so io perché.

Bella come camminare sul frangiflutti facendo a gara con l’onda, e ridere da sola quando vince lei, e tornare a casa fradicia coi capelli che sembrano serpenti.

E trovarne ancora una lama sul terrazzo, di quella luce, e cercare di assimilarne il più possibile, perché se questo è stato un fine settimana poco meno che infame, domani sarà peggio.

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One thought on “[light today]

  1. robedikoba ha detto:

    Bella come il tuo post.

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