[questioni di balsamo]

Fare le sette del mattino conversando amabilmente con qualcuno, a letto, senza manco sfiorarsi.  Non succedeva da un po’.

Modalità ascolto, informazioni da incamerare, su e giù da un ascensore.

Timbri di voce inaspettati. La stagione dei timbri di voce inaspettati.

Il triplo cioccolato lasciato a metà.

Un ottimo biglietto da visita.

Una notte strana che segue a una giornata strana. Particelle fortunate, inaspettate, dedicate – decisamente dedicate – da acchiappare al volo, senza fare domande. E se qualcuno la facesse, una domanda, la risposta sarebbe un punto a mio favore. Il bello delle cose insolite. Diverse, le definisce il mio interlocutore.

Un altro punto di vista.

Cassetti, divani, amache in salotto. Non-cassetti, non-divani, non-salotti.

Nessuna fretta.

Kiwi.

Ritratti.

Previsioni di tartufi.

2CDM, e ghignarsela ancora. E probabilmente ancora. E ancora.

Un concetto completo racchiuso in tre lettere.

E ganci sul muro in testa al letto, mi raccomando.

 

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