[eureka street]

Facciamo che mi ero rotta le palle di passare ore della mia vita a segar via cose dal mio curriculum.

Facciamo che voialtri vi decidevate una volta per tutte a farvelo andar bene così.

Facciamo che non andavate in corto a vedere che non ho fatto lo stesso lavoro tutta la vita, e facciamo che lo capivate da soli del perché ogni tanto ci son delle cose che c’entrano poco o niente col resto, che però se le tolgo siete tutti lì a belare “ma come mai questi intervalli nella sua attività professionale, dottoressa Sider, come mai?”.

Facciamo che risparmiavamo tutti del tempo.

Facciamo che mi chiedevate direttamente: cos’è che sai fare?

E facciamo che io vi rispondevo: so far star bene la gente e mi so far venire idee che di solito sono anche realizzabili.

Non vi chiedo di ripristinare quell’antica tradizione, quella tradizione un po’ cafona, per fortuna ormai in disuso, di pagarmi per farlo. Vi chiedo di non provarci col solito trucco del “tanto a te queste cose vengono naturali-ci impieghi trenta secondi-io non ci riuscirei mai-come fai non lo so-hai un talento-oh, grazie, eh, vieni che ti offro una birra”. A me verrà pure naturale, e se mi offrite una birra vi dico grazie a mia volta. Però, per esempio, il trucco di scambiare una birra con un mese d’affitto mica mi riesce.

Perciò facciamo che io vi dicevo semplicemente: per funzionare mi serve questo. E poi ci pensavate voi. Tanto io sono a basso mantenimento. A parte la fissa di fare un giro sulla Transiberiana, certo.

Facciamo che il giro sulla Transiberiana me lo offrivate come bonus, perché poi sono brava a far star bene la gente e a farmi venire idee che ogni tanto non sono realizzabili, ma lo faccio apposta per far risaltare la qualità del prodotto, mica che.

Facciamo che alla fine eravamo tutti soddisfatti, anzi, azzarderei felici, toh, crepi l’avarizia. Tutti, persino io. Anche se la mia felicità ultimamente sembra che duri da due giorni a un mese, poco più, ma non è quello l’importante, l’importante è che per il tempo che dura si sia tutti felici in maniera inconsulta e gli effetti negativi delle rogne siano azzerati come quando capiti sul tuo segno zodiacale al gioco dell’anno. Che in effetti era un po’ troppo figo, infatti l’han tolto dalla produzione, come ben sapete.

Volendo esagerare, poi, potevamo anche fare che io mi tenevo una piccola quota non tanto piccola di cose che faccio perché mi fa piacere farle, e poi fa niente se rientrano nella categoria contrattuale “far star bene la gente”, facciamo che non le mettevamo nel conteggio. Oltretutto sarebbero di quelle cose di nessuna utilità pratica, nessun tornaconto, di quelle cose che faccio perché fanno star bene anche me, e le faccio solo per persone che mi piacciono molto.

Che poi in realtà l’esempio che stavo per fare erano più le trofie formaggi e pere che i pompini, però ora che mi ci fate pensare.

Facciamo che così era proprio perfetto.

Ve l’avevo detto che a me vengono delle idee niente male.

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