Una settimana fa, a quest’ora, una losca figura si aggirava per una città che non era la propria, inquietandone gli abitanti a suon di risate sotto i baffi.

Controllare per puro scrupolo dove diavolo si trova la balera (auf Tamacoldisch: galera) e come diavolo ci si arriva.

Comprare un biglietto di ritorno senza sapere se ci sarebbe mai stata un’andata.

(il metodo Sider per prendere le decisioni che si vogliono prendere)

Osservare una perfetta macchina disorganizzativa all’opera.

Vedersi sparire sotto il naso il volo di andata.

(madonne volanti a torre di controllo)

Un piano a prova di bomba.

Esagerare con le sorprese (fortuna che c’è il Pescamalva).

Resistere alla tentazione di spifferare tutto per 600 stracazzo di commenti.

(resistere, resistere, resistere)

(aaaargh. resistere)

Arrivare in aeroporto in orario e trovare parcheggio immediatamente: un esorcista all’uscita 4.

Rischiare il TSO perché non c’è niente da ridere, a Linate. Eppure.

Lo strano concetto di freddo di Samantha Giuliano.

Cinque o sei vite fa (il mondo visto dalla 73).

Controllare ogni trenta secondi eventuali cambiamenti di programma.

Il terrore che qualcuno possa aver dato forfait.

Sorrisi raggianti agli ignari passeggeri del 24.

Giuliano chiede l’aiuto da casa via Whatsapp sulla differenza fra orgia e gangbang. Senza sapere che la casa è a trenta metri da Maometto.

(spaventare un passante scoppiandogli a ridere in faccia in preda a ilarità inconsulta)

Aprite quella porta.

La certezza di essere nel posto giusto.

Chi cazzo è questa.

Chi cazzo è questa, sarà Betty Codeluppi, piacere, Andrea.

A bocca aperta (film porno per odontotecnici).

Il piacere di chiamarsi Ugo.

(ci sono tutti. e sono proprio uguali)

92 minuti di abbracci.

Destri che rollano sigarette per mancini.

(esilaranti conversazioni surreali)

Lo gnocco fritto.

(in fondo ero venuta per quello)

Gente che parla. Milanese, leccese, napoletano, nizzamonferratese, veneziano.

Gente che non parla. Genovese.

Figli di trofia.

Non riuscire a capacitarsene.

Due cazzone che si commuovono dal vivo.

Scene da un matrimonio.

L’articolazione temporo-mandibolare di Paolo Lentini.

You can call me parcheggio perfetto.

Pacchetti rossi.

Caffè, burro, marmellata e Sinicaldi. La colazione dei campioni.

Avvocati termovalorizzanti.

(piacere, Andrea)

Sguinzo Night Live.

Anabattisti ed eretici.

(è solo questione di Q)

Il fantasma di Biagio Antonacci.

(se vi stavo sulle palle bastava dirlo)

Il grande Ugo chiama.

Se potessi tornare indietro per vedere un concerto.

(gli Who, i Pooh, siamo lì)

Bru Note.

Springsteen telefona per dire che ha visto Sam in concerto diciotto volte (e ha tutti i biglietti).

Cenerentole.

Cenerentoli.

(fortuna che ci siamo noi zoccole dure a portare a casa la serata)

Motorette celebri dal vivo.

(la grazia di Lentini nello scendere da)

Due scostumate in rossonero.

Tempo per noi.

Il Kamasutra del gelato.

La misteriosa sparizione della carta perfetta.

Aperitivi in contumacia.

Tropico dello Spritz (Elena Tamacoldi incontra il Pescamalva).

Fini umoristi al tavolo 5 (o tempura, o mores).

Vecchie facce.

Il Generale nella sua labirintite (buonezza, per favore vai via).

Rovinare la reputazione di Tyreal.

Storie di uomini.

Svegliarsi con la strana sensazione di essere in tournée.

Distributori out o’matici di sorrisi.

Una famiglia in ogni porto.

Gente che semina il panico dicendo che passa, poi scrive che viene e vengono tutte.

Il testimone dello sposo.

Betty Codeluppi s’incazza (piacere, Andrea).

Toccata e fUgo.

Regali ai genitori (e la conferma di una mezza idea).

Never was a Cornwell girl.

Perdere la bussola.

Mi dispiace, devo andare (il mio posto è là. Proprio sotto il cetriolo).

In the midnight hour she smiles more, more, more.

Mariti balconati.

Gente che non sa fare la ola.

Il ritorno delle crystal ball.

Non è un locale per etero.

Mangiare a quattro ganache.

Lentini vibra.

Lelio gioca d’azzardo e batte tutti.

Sentirsi a casa.

Pietre miliari.

Per me un caffè d’Orio.

Le polaroid che mi porterò dentro (e che assorbono un po’ l’amarezza del tornare a casa e trovare un vuoto in testa al letto e un terzo della biblioteca di Villa Balorda impacchettato e pronto per essere portato via).

Quelli che ho visto.

Quelli che non ho visto.

E quelli che mi hanno retto il gioco ancora una volta in maniera impeccabile.

(Io. Tu. Pannelli solari. Pannelli solari? Pannelli solari. Altre domande stupide?)

Sarebbe un grazie. Help yourselves.

[indovina chi viene a cena]

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