[trilogia sporca dell’avana – 2]

Undici di sera. Cambio palco fra gruppo spalla e headliner. Si presenta con la grazia di un tifone tropicale.

TT (diavolopercapellica): – Esigo il rimborso del biglietto!

O (inattaccabile dagli agenti esterni): – Buonasera anche a te, Katrina. Qual è il problema?

TT (musodurica): – Il problema è che siete dei truffatori!

O (olimpica): – Non è che sei la sorella di quella che sbaglia giorno e si ritrova Salmo invece dei Marlene Kuntz e s’incazza perché sui manifesti non c’era scritto in corpo 250 “Hai capito Razza di Rimbambita, codice fiscale RZZ RMB 70K47 B354Q, giusto per non dire che siamo vaghi e generici, il 12 i Marlene, il 13 Salmo, se leggi male son cazzi tuoi”?

TT (solidale): – Ah, lo vedi che date informazioni sbagliate? Sul mio biglietto c’è scritto “inizio ore 21”. Sono le 22.50 e ancora non hanno iniziato. Se entro dieci minuti non cominciano io voglio il rimborso!

O (arbitrale): – Effettivamente ci stanno mettendo un po’ col cambio palco, ed effettivamente hanno iniziato alle 21.30 anziché alle 21, però a onor del vero il gruppo spalla ha cominciato a suonare più di un’ora fa.

TT (come avesse appena morso una mela e ci avesse trovato mezzo verme): – Ma a me la salsa mi fa cagare.

O (come davanti a un elettore del PDL): – Confesso di non essere informatissima sul mercato dei lassativi, ma pensavo che l’archiatra palatino potesse suggerire qualcosa di meglio di un concerto interamente a base di ritmi caraibici, Vostra Grazia.

TT (iniziata): – Non hai capito. Io sono qui per il comunismo.

O (pratica): – Potevi dirlo subito. Panini bambini e cipolle, li trovi al bar dietro le tribune.

TT (sagace): – Ma mi prendi per il culo?

O (cherubinica): – Possa il Signore fulminarmi in questo istante. Serve altro?

TT (moscalnasica): – Sì! Che inizino! Altrimenti chiedo il rimborso, anzi, lo pretendo!

 

Ora. Voi che mi conoscete potete immaginarvi il finale. Gli altri possono scegliere tra queste tre opzioni:

  1. i comunisti attaccano finalmente a suonare, la tipa mi molla lì come se non ci fossimo mai parlate e verrà fatta oggetto di lancio di sigari accesi dal palco per aver steccato malamente su “Hasta siempre, Comandante”;
  2. nel tentativo di resistere alla tentazione di risponderle secondo i dettami del beato Raffaele Riefoli, fingo un attacco di tosse canina che allarmerà l’unità di soccorso, verrò caricata in ambulanza e portata a sirene spiegate presso la Ozzy Osbourne Rehab Clinic di San Francisco, scampandomi pure lo smontaggio;
  3. con un riflesso pavloviano da manuale, mi sgorga dal cuore un “in nome dell’amore, se c’è”, la tipa resta a fissarmi interdetta per una frazione di secondo, guarda a destra con la coda dell’occhio, guarda a sinistra con la coda dell’altro occhio, si accorge che siamo sole in un angolo buio, fa un cenno con la testa e scappa a gambe levate senza più nulla a pretendere. Leonix scappati dal circo, mai più senza.
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3 thoughts on “[trilogia sporca dell’avana – 2]

  1. Diemme ha detto:

    La terza? 😉

  2. Thunderblue ha detto:

    Johann Lange, archiatra del palatinato durante il triennio di Ottheinrich di Wyttelsbach, scrisse un interessante trattatello sulle biblioteche della classicità nel 1565. Vieni dunque, ragioniamone assieme e dimentichiamo tali brutture.

    • Outsider ha detto:

      Ottheinrich di Wyttelsbach è appena entrato a far parte del mio immaginario erotico, te lo dico. Malcapitati interessati alle mie mutande, sappiatelo anche voi.

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