[now that’s what i call a blind date]

Possiamo non essere d’accordo, certo.

Soprattutto se siamo individui con velleità artistiche, originali, alternativi, anticonformisti.

(non parlo di me. Posto che son solo una povera donna e il mio posto è in cucina, ultimamente le mie velleità artistiche sono ridotte al solfeggio in chiave di fanculofono. E a quelle anticonformiste rinuncio qui e ora, al diavolo, voglio conformarmi alle masse, dormire almeno sei ore consecutive per notte e smettere di sembrare la figlia naturale di Klin e di 176-761)

Possiamo passare ore a discutere di quanto poco ci sentiamo rappresentati da Giuliano e Gregorio, e non avremmo neanche tutti i torti, a dirla tutta, perché uno che mi scrive una bolla e me l’intitola Inter gravissimas, capisci bene, non ti dà l’idea di quello che stila un calendario equilibrato, finisce che il Cagliari te lo fa giocare fisso di mercoledì alle otto del mattino.

Possiamo dire peste e corna dei Maya e dei cinesi, sancire che Gilbert Romme fosse un peracottaro di prima classe ed emettere decreti in base ai quali l’unico calendario che riconosciamo è quello Pirelli.

Possiamo anche proclamare lo stato d’anarchia al grido di “Ci avete Rotten le uova!”, abolire tutto e assegnare a ciascun giorno una nuova identità che gliela nega allo stesso tempo, tipo che il logoro 14 febbraio diventa semplicemente 45 e l’obsoleto 16 settembre si trasforma in 259.

Ma in questo caso saremmo parlamentari di M5S e avremmo un altro tipo di problema.

Sorvolando su questo, possiamo fare qualunque cosa.

Il libero arbitrio, come no.

L’autodeterminazione, sacrosanta.

Perché genio e sregolatezza non possono essere impastoiati dallo squallore della quotidianità e dal gretto materialismo delle minuzie pratiche, dici tu. Pure se la tua sregolatezza ha poco di geniale e molto del termostato difettoso dello scaldabagno, aggiungo io. E ‘sticazzi, chiosa il cigno ungulato.

Però vorrei fosse messo a verbale che fissare un concerto per un vago “30” da qui alla fine dell’anno, senza fornire ulteriori indizi e lasciando che ciascuna entità coinvolta lo intenda a proprio piacimento come 30 settembre, ottobre, novembre o dicembre, sbaraglia gli altri concorrenti e si aggiudica il premio come “Idea Artistica di Sta Beneamata Cippa 2013”.

Prego i fotografi di avvicinarsi per le foto di rito.

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2 thoughts on “[now that’s what i call a blind date]

  1. Thunderblue ha detto:

    Oh, maledizione: avrei voluto esserci, ma proprio quel giorno sono incastrato!

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