[sì, stupenda]

Ora, diciamo la verità, i complimenti di natura estetica con me non è che si sprechino.

(se è per questo nemmeno gli altri. Una volta un tipo che non stava bene mi ha detto che ero dolcissima. Il problema non fu poi tanto far fronte al polverone sollevato per rappresaglia dall’Unione Sindacale delle Mele Cotogne – per quanto si trattò di una roba brutta, alcune attiviste si cosparsero di zucchero e si diedero fuoco per rivendicare i loro diritti al grido di “Se è dolcissima lei, allora noi” – quanto l’aver rivelato la cosa al mio fonico in un momento di debolezza. Mi costò cinque mesi di prese per il culo senza quartiere)

Va bene così, eh, per carità. I complimenti m’imbarazzano. Mi pagurizzo, regredisco alla vivacità verbale di un protozoo, sorridere e ringraziare – che pure sono azioni elementari che compio con naturalezza da quando son nata – diventano improvvisamente processi prostranti quanto un trapianto cuore-polmoni a gravità zero, con una pistola puntata alla testa e una bionda che ti cerca una lente a contatto nei pressi della braghetta. Con un gentiluomo con cui mi accompagnavo nel secolo scorso eravamo arrivati al compromesso che, quando voleva lusingarmi con un apprezzamento particolarmente entusiasta, mi diceva “Non fai troppo schifo”, ed è stata una relazione lunga e per molti versi soddisfacente. Per dire.

(c’è una sola persona da cui riesco a sentirmi rivolgere il superlativo assoluto di un complimento resistendo all’istinto che mi vorrebbe far spalancare il coperchio di una botola e sprofondarci dentro, a parte le mie socie che mi vedono con gli occhi dell’ammore. Certo, penso lo stesso che sia impazzito e il primo impulso è sempre quello di chiamare il 118, e non è detto che prima o poi non lo faccia, ma finora)

E comunque ora tutto questo appartiene al passato.

Da oggi mi aspetta una nuova vita.

Siamo a una svolta epocale.

Perché stamattina, appena oltre la soglia dell’ufficio, del tutto inaspettatamente, ho trovato lei.

Signore, signori, ho il piacere e l’onore di presentarvi la sdoganatrice che tutti aspettavamo.

Il termine di paragone che salverà il mondo.

Colei che verrà ricordata nelle nostre preghiere, insieme all’ufficiale dell’anagrafe brevettuale improvvisamente mancato all’affetto dei suoi cari nell’attimo in cui si è trovato solo davanti al modulo col suo nome.

La luce che illuminerà le nostre serate, quando – nel momento critico che separa la fase “ma sì, esco così mi distraggo un po’” da quella “ma ‘ndo cazzo vai che sembri una riesumazione venuta male”, quello in cui disgraziatamente butteremo un occhio allo specchio prima di uscire e vedremo il compendio di diciotto ore di lavoro, quattro di sonno, due Steeple sotto gli occhi, guance da far invidia a Miss Sharpei 2013, tette avvistate l’ultima volta all’altezza della regione lombare, caviglie ad ancia doppia ma in compenso la tonicità di quello che la dott.ssa Carmen Dks Leonida definisce in gergo tecnico “sacco di piscio” – invece di tapparci in casa, lanceremo per aria, come fossero secchi e stracci, le buste del pane che dovremmo per decenza metterci in testa, e usciremo fiere di una nuova bellezza ululando trionfanti l’Habanera di Bizet.

Perché se lei è Stupenda, amiche e amici, diciamocelo senza falsa modestia, nessuno di noi può essere più meno che belloccio.

 

2013-10-23 10.18.30

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5 thoughts on “[sì, stupenda]

  1. Thunderblue ha detto:

    Paciosa e inoffensiva. Sissignore.

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