[loredanamonamour]

Blogger ammodo, esse esistono.

Brillanti eppure composte, il giusto equilibrio tra impegno e ironia. Hanno voce in capitolo, loro è la capacità di orientare opinioni e la gloria nei secoli.

Le blogger ammodo sono organizzatissime. Nessun evento è mai troppo interessante da distoglierle dalla loro eccellente preparazione e pianificazione. Non subiscono il fascino degli zebù di passaggio.

Le blogger ammodo non si ritrovano alle tre di notte nel parcheggio deserto del Carrefour a chiedere educatamente  “mi perdoni, siete chiusi?” a una serranda che crede di avercela solo lei da quanto poco si degna di rispondere, per poi finirla seduta su un cordolo a filosofeggiare con un idrante in merito alle ordinanze comunali che  impongono agli esercizi commerciali orari di apertura sì curiosi.

Le blogger ammodo non eccedono. Signore in salotto, puttane in camera da letto (cosa combinino in cucina non mi è dato saperlo, sulla porta c’è una vetrofania con la mia faccia e la scritta sotto “io non posso entrare”). Sono anticonvenzionali, certo, ma con metodo.

Le blogger ammodo non si compiacciono di essere signore quasi (quasi) sempre e puttane in macchina, in ascensore, nell’ingresso, in camera da letto e sopra il frigorifero. E di restare timide, nonostante tutto.

Giocano da titolari nella nazionale delle parole, e spolverizzano i propri discorsi di turpiloquio q.b. con la leggerezza d’un battito d’ali trillesco. Giusto un pizzico, quel tocco di colore speziato, da ragazzacce, che conquista.

Le blogger ammodo non – ripeto, NON – la finiscono a far la lotta nel fango con gli antenati più cari del barattolo di pesto alla rucola urlando come spartani incazzati (che è una cosa che alle ormai tre e mezza di notte agevola i rapporti di buon vicinato), e non insinuano che il santo patrono del sottovuoto abbia ottenuto il posto dopo essere stato visto alzarsi la sottana, la sottana fino al.

Le blogger ammodo i barattoli li spalancano con un battito di ciglia. Non hanno bisogno di  pregarli in aramaico coi sottotitoli in ugro-finnico, di saltarci sopra, di blandirli promettendo loro le 72 uri del paradiso del barattolo, di centrifugarli, di bussargli sul coperchio con gli occhi da TSO bisbigliando “Weeeendyyyyyy!”, di uscire e rientrare con una motosega accesa, di scagliarli contro il muro o di minacciare di regalarli alla cognata. E non abbandonano la trattativa con fare volpuvizzante sostenendo che tanto non ne avevano mica voglia di un toast al pesto di rucola e marmellata di pere.

(non è un’idea mia, ne parlava già l’Artusi)

(è la cucina molecolare)

(è un’esperimento della NASA)

(è l’epistemologia che mentre sta al telefono scarabocchia F = v/p”, laddove f sta per frigo e vp per vuoto pneumatico)

(ok, è un’idea mia)

Le blogger ammodo non hanno MAI una fame da muratore, hanno più…voglia di qualcosa di buono. E non si mettono a rovistare come facoceri a rota per poi scoprire – in orari in cui persino le pizzerie cinesi sono chiuse da ORE – che, tolto il maledetto barattolo,  in casa, di commestibile, ci è rimasto solo l’anitra wc e mezzo tubetto di maionese scaduto nell”86.

Le blogger ammodo sono pettinate.

Sempre.

Una possibilità diversa, semplicemente, non esiste.

(grazie al cazzo, mi direte: in nomination come Migliori Madrine Non Protagoniste, da una parte Flora, Fauna e Serena. Dall’altra Er monnezza, Medusa e Marylin Manson. Scovate le 19 piccole differenze e non mi venite a dire che i sorteggi non son truccati)

Le blogger ammodo non si sentono inadeguate. Si sentiranno qualcos’altro, ma inadeguate no, le inadeguate le abbiamo finite, chomp,  eha v’uffima.

E quindi non possono neanche gustarsi il piacere sottile di trovarsi improvvisamente di fronte a un dettaglio.

Che quando lo vedi dici: naaaaaaa.

Una scemenza. Assurda. Una possibilità su un parsechiliardo. Neanche nelle peggiori trovate fantasiose di Caracas per svoltare una trama infognata.

Una stupidaggine totale che sposta di un nulla l’asse di rotazione della faccenda.

Di un nulla.

Giusto il tanto che basta a farti tornare a casa, a un’ora impossibile, cantando “Non sono una cogliona” rimixando insieme Berté e “Bullet with butterfly wings”.

 

Che in confronto a pesto di rucola e marmellata di pere, non so se mi spiego.

 

 

(chiedo scusa. stavolta davvero non si capisce un cazzo. ma se non la esorcizzavo scrivendo non ne uscivo)

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6 thoughts on “[loredanamonamour]

  1. Thunderblue ha detto:

    AmbroCio, portami dal quagliaro, ché ho più voglia di qualcosa di buono

  2. Sovjet ha detto:

    Era da un sacco di tempo che volevo mettere un “mi piace” (visto che mi piacciono tutti…) a un tuo post, ma mi sono ricordato solo ieri la password del mio blog! Vedi tu come sono messo… :*

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