[penultima di campionato – primo tempo]

Una di quelle domeniche che se non piovesse ti chiederesti perché non lo sta facendo, l’ha definita Michela Murgia.

Niente di inaspettato, e giusto in tempo dopo la festa di ieri. Che:

a) ci voleva

b) ci è piaciuta, e loro son stati bravi molto

c) è stata la riprova non richiesta del biblico “e tu, donna, ti avvicinerai all’oggetto dei tuoi desideri solo quando sei un cesso”, perchè è scientifico che se esci sentendoti una gran figa, depilata di tutto punto, con capelli inesplosi e mutande sexy che gridano “sfilami!” non riuscirai manco a vederlo dipinto, l’oggetto.

Fin qui, come se fosse un tweet per la Maga su ieri sera e antani per tutti gli altri.

(e fin qui resterà, per il momento, perchè i tempi non sono ancora maturi, per la Carboneria)

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[zia peppa e i suoi fratelli]

– …ha l’influenza, dobbiamo sostituirlo…e cosa ne so, finché non finiamo con gli arbitri come facciamo a mandare le designazioni a voi? ma là chi sesi…no, tu vai dove ti mandano e stai anche zitto, che è già un miracolo se riusciamo ancora a farle, le visionature, con quello che ci danno, cunnudeaun…ah? no, c’è [outsider]…bene, come vuoi che stia, è qui con me! …sissignore, tornata su piazza. Ma te la puoi anche scordare, da ora i suoi corteggiatori se non piacciono a me se ne possono tornare a casa a calcinculo, capito mi hai?
(cfr. “Il senso dei miei colleghi per l’istinto protettivo” – AA.VV. – Oxford University Press)