[long hot summer]

Di quanto faccia male sposarsi, e delle conseguenze nefaste del matrimonio sulla locomozione.

Del discutibile concetto di “storia contemporanea”. Nove mesi dopo.

Di cose che restano dentro.

Della mirabile campagna abbonamenti della Procrastinaikos FC.

Del potere premonitore delle madri neozelandesi e dell’educazione balorda dei fanciulli.

Di certe proposte oscene e di alcune vergognose lacune nell’offerta di Youporn.

E di alcuni progetti più o meno bislacchi che.

Presto.

Molto presto.

Questione di bit.

[the sider identity]

Scena: piscina, interno giorno.

Una specie di nido di cicogne su gambe, con ancora il segno del cuscino in faccia, entra nello spogliatoio e resta dieci minuti con una scarpa in mano a fissare un manufatto alieno cupoliforme cercando di ricordarsi cosa bisogna farne.

 

Nel frattempo, due ragazze, evidentemente nuove del posto, cercano una presa per l’asciugacapelli.

Illuse.

 

– È lì, la vedi? Affianco all’ultimo armadietto.

– Ma non va!

– Come, non va?

– Non c’è corrente.

– Che strano…non dirmi che questi puzzoni la tolgono per obbligarti a usare i loro a gettone.

– Ma dai, che miseri…ma ci dev’essere un’altra presa, chiedilo a quella ragazza.

 

Mi guardo intorno, ma ci son solo io, a cui persino il Numero Uno cederebbe il passo urlando “fate passare la vecchia”.

 

– Ma è straniera!

 

Oddio, penso, ci hanno finalmente annesso alla Finlandia mentre dormivo. Chissà come si dice aglio in lappone.

 

– E chiediglielo in inglese!

 

Apro bocca per dire che no, se parlano lentamente l’italiano lo capisco, rispondere magari lo faccio in assiro che lo padroneggio meglio, quando colgo il mio riflesso nello specchio.

 

Gesùgiuseppesantannaemaria.

 

Canadese federale nera. 

Stivaletto nero al piede sinistro, calzino rosa (?) con margherite colorate (???) al destro (con chi cacchio sono andata a letto, ieri notte, con Peppa Pig? Devo smetterla di bere azoto liquido durante le partite, poi la mattina dopo non son neanche capace di riconoscere la mia roba e mi infilo la prima cosa he trovo). 

K-way nero (non piove, ma sai mai. Il servizio meteo è offerto da: Ignazio PeeeEeeeEeerraaaa). 

Ma soprattutto.

Non un Fernet Branca, no, per quanto fior di nutrizionisti lo includano di diritto nella colazione dei campioni.

Soprattutto.

Nel senso che sopra a tutta questa mise ripresa para para dalla copertina dell’ultimo numero di Vogue Cassonèt, che non si dica che quindici anni a lavorare nel rutilante mondo della moda abbiano fatto di me una fashion victim, sopra a tutto questo figura un’acconciatura che si spalanca la porta e Pierre Littbarski in persona, con ancora indosso gli scarpini e la maglia della nazionale sudata ai mondiali dell”82, viene a depositarmi un bacio in fronte dicendo “Ich bin so fier von dir, Saumensch”.

 

– Sorry, do you know where I can take the…come si dice corrente?

-Current.

– …where I can take the current?

 

L’accento di Shankill Road, la parte alta di Shankill Road, quasi all’incrocio con la provinciale per Catanzaro Lido, non aiuta.

Affatto.

Resto talmente basita che rispondo in inglese come un cucciolo di Pavlov.

 

– Ah. Tank you. Hai visto che avevo ragione, ‘sti miserabili tolgono la corrente dalle prese apposta. They are miserable – aggiunge educatamente per non farmi sentire esclusa dall’invettiva – Italy is a shit. Everything is a shit. 

– Però gli armadietti per i caschi ce li hanno.

– Eh?

– Il casco. Non lo vedi com’è vestita, ‘sti tedeschi girano sempre in moto, però il casco non ce l’ha, ci devono essere gli armadietti apposta.

 

(1-0 per Watson)

 

Mentre finisco di cambiarmi mi arrivano flashback di una barca. Un peschereccio. Una cassetta di sicurezza. Una stanza senza finestre. 

Un casco.

Che poi il casco, a ben vedere, è superato.

Un po’ come i becchi e i bigodini, fa tanto anni Ottanta e rovina i capelli.

 

Sigla.

 

 

 

 

 

 

 

[jingle balls II – a volte ritintinnano]

Amiche, ma soprattutto amici.

Natale si avvicina.

Chissenefrega, direte giustamente.

A noi interessano solo i compleanni.

E in questo periodo ce ne sono alcuni a cui teniamo parecchio.

Vedo quindi come un dovere morale condividere con voi quello che possiamo a buon diritto considerare un patrimonio, un’ancora di salvezza nell’oceano malmostoso del “cacchiogliregalo”, una risorsa straordinaria che ci farà assurgere al ruolo di Regine Incontrastate del Dono Che Cambierà La Sua Vita.

(no, non è il sito dell’AIDO, per quanto anche scartare il pacchetto e trovarci dentro un rene sia sempre un coup de théâtre di tutto rispetto)

Una soluzione geniale che – come tutto ciò che riguarda il genio – porterà con sé anche dei nemici.

Ma è un ben piccolo prezzo da pagare per l’espressione indimenticabile che vedrete dipingersi sul volto di coloro a cui tenete di più.

Anche perchè, se non siete abbastanza veloci a scappare, sarà l’ultima cosa che vedrete.

 

(un ringraziamento speciale a Paolo Lentini, che ha deciso di rinunciare ad avere una sorpresa per il suo compleanno pur di mettere questa risorsa al servizio della collettività)

[il post che tutto il mondo aspettava (quasi)]

[attenzione: il seguente post è molto lungo e contiene linguaggio esplicito. E per una volta non dipende da me]

 

Strane cose cerca la gente su Google.

Strane cose che a volte rimandano a questo blog.

Va ora in onda il referrer integrale per l’anno 2012 di youcancallmeoutsider.

Per evitare di dover fornire dentiere, cateteri, dosi massicce di Grecian 2000 e/o degne sepolture durante la lettura, alcune chiavi di ricerca quasi identiche sono state accorpate. Dette chiavi sono elencate in rigoroso ordine di rilevanza: la prima è stata digitata 321 volte, l’ultima 1.

 

  • aspiranti pornostar

    In assoluto la chiave di ricerca più frequente, distanzia tutte le altre di parecchie – ehm – lunghezze. Settore che non conosce crisi, la professione del terzo millennio. Presto anche un corso della Scuola Radio Elettra e uno della DeAgostini in comode e pratiche dispense.

  • sesso sfrenato

    E mi sa che se lo cerchi su Google abbiamo qualche piccola correzione da apportare alla strategia.

  • pornomaschi

    E il pornodio li creò. Pornomaschio e pornofemmina li creò.

  • carla signoris

    Razza di pervertiti.

  • aspiranti porno star

    ‘na botta (e via) de vita nei prossimi spot della nota casa produttrice di dado.

  • maurina niola

    La mia insegnante d’inglese del liceo. Un mito. Però stia attenta quando si cerca in rete, prof, poi lo vede dove rischia di finire.

  • massimo rombi

    O del perché il M5S di Cagliari non avrà mai il mio voto.

  • eddie vedder si arrampica

    La voce più graffiante del rock ulula “Alive” mentre scala baobab e muretti a secco.

  • betta sullo squalo

    E non ho altro da aggiungere su questa faccenda.

  • pormomaschio

    Ma infatti, cominciamo a beccarne uno, basta con questo avere gli occhi più grandi della…del…uhm.

  • lavaggio cani bari

    Facile che s’intenda la città, ma io non riesco a togliermi di testa l’immagine di un bracco che imbroglia a poker e riesce sempre a uscirne pulito.

  • maria loi attrice

    La Divina, semplicemente.

  • spiranti pornostar

    Quelli/e che proprio hanno dato fino all’ultimo respiro.

  • baciamano di oro

    L’incenso e la mirra li schifiamo, noi gentiluomini cresciuti a Fort Knox.

  • felpa rubata all’alcatraz

    Giuro che non sono stata io, e la maglietta di Mark Lanegan l’ho pagata.

  • suppostando

    Queste sono le sorelle Menga mai sazie di EvaQ, ci scommetto una birra.

  • significato offsider

    Tipo hai presente quando una si mette in fuorigioco da sola?

  • squalo zombie

    Romero vs. Spielberg. No, ma un filmone, eh.

  • soffitto stellato

    Gente che ha lasciato il cuore a Villa Balorda, e a volte anche 20 euro sul comodino.

  • soffritto stellato

    Too much poetry will kill you (mi chiedo quale dei due sia il refuso).

  • wwwsbiancamentoanale

    Io lo sapevo che non dovevo scriverlo, quel pezzo.

  • aprille pena

    Un appassionato di maratona fuori strada o uno di Iglesias che soffre l’arrivo della primavera? Non lo sapremo mai.

  • panettone mozzicato

    Ce n’è di gente strana che cerca foto assurde per rappresentare modi di dire, eh.

  • sara tommasi cazzo in bocca

    Per esempio, questo era Orso che cercava di far indovinare “sciacquarsi la bocca”.

  • sexy bitches

    They carry red key rings, lo sanno tutti.

  • calze squalo

    Amico/a, non so come dirtelo che non è proprio il regalo giusto per un pesce di quella taglia.

  • paura e delirio a las vegas scena vasca

    Finalmente qualcuno che cerca la cosa giusta nel posto giusto.

  • gill falcigno foto

    Come non detto.

  • sarajevo survival guide

    Chiunque tu sia, lascia che ti offra da bere.

  • calippa tour

    Io lo sapevo che Pollera ci nascondeva qualcosa.

  • tommasi occhi fuori

    Talmente intrigante, quel film, che risulta arrapante persino un principio di esoftalmia.

  • villa balorda

    E qui scusate ma mi commuovo.

  • lenti a contatto colorate che non si notano

    Si notano, si notano, lascia stare che fai una figura di merda.

  • vale la pena vivere

    E’ bello che tu lo chieda a Google.

  • immagine packaging carta che assorbe goccia

    Ecco, io per esempio mi chiedo cosa ti abbia portato qui. Le vie di Google sono infinite.

  • un bel maschione tutto per me

    La battuta impossibile da pronunciare stando seri/e. Provare per credere.

  • piromani bastardi

    Possano incendiarvisi tutte le mucose che avete in corpo, dal naso in giù.

  • vedere pinguini nuova zelanda

    Vanno visti rigorosamente all’alba e dopo essere scappati da un ostello senza pagare.

  • atlantide

    L’isola che c’è.

  • indipendentzia de custa terra sarda

    L’isola che non c’è.

  • maria loi attrice ottobre 2012

    Abbiamo capito, Divina, grazie.

  • se metto troppi tag

    Rimani incinta.

  • yousesso sfrenato

    Youporn autarchico.

  • come parlare apertamente di sesso senza correre il rischio di apparire come persone “facili” o “affamate”.

    L’indimenticabile seminario sulle relazioni tra gggiovani uomini e gggiovani donne.

  • animali delle montagne new zealand

    Non pervenuti. Però posso narrare meraviglie di un maledetto ponte sospeso.

  • the heart and the void balcony

    Cose belle da ascoltare, se vi va di cercarle.

  • infradito di vizi e virtù

    Dimmi cosa fumi e ti dirò quanto calzi (è scritto proprio così, niente di traduzione simultanea di lingua di Slavonia).

  • traccas

    Cose che non vorresti mai incontrare in un vicolo buio e molto stretto.

  • un attimo che valga una vita

    Pensa a quando racconterai ai tuoi nipoti di quella volta che l’hai cercato su Google.

  • salviettine umidificate ryanair 2012

    Ma tu guarda questi che ogni anno ti cambiano le dimensioni delle salviettine che puoi portare a bordo.

  • cose digit

    Mi piace pensare che mentre cercavi fesserie su Google la tua donna ti si sia parata davanti nuda e ti abbia spento il computer. Questo, oppure che sei entrato per sbaglio con l’ipad in casa di Pistorius.

  • io tengo il mio dash

    Chissà se sei un attempato nostalgico degli spot d’annata o un giovine appassionato d’archeologia

  • donna e mare

    Due elementi che bisogna trattare con rispetto, altrimenti possono farsi molto pericolosi.

  • quanto migliones es un miliardo

    Non lo sos, ma credos ci voglias un pallottolieres muy grande.

  • sodomia sodomia canaglia

    Sì, amore, ma togli ‘sto cd di Albano che mi deconcentra.

  • divano bosforo “poltrona frau”

    Gente che in rete cerca soprattutto la comodità.

  • can di bellini

    Gente che in rete cerca le soluzioni al quesito della Susi.

  • palestra you can

    Can che bellina non va in palestra?

  • immagini di marika cattarelli ex moglie di luca giurato

    Giurerei di non averla mai nominata in vita mia.

  • simona ingaglio curriculum

    No, no, no. Non lo voglio sapere.

  • pornostar russe

    Neanche ve li sto a raccontare i numeri che fanno con la bresaola. Tutti i dettagli qui.

  • dunajam

    And living is easy.

  • nudisti coccinella

    Hanno mangiato la foglia.

  • simmenthal cascella

    Se voi suonerete le vostre Campbell’s.

  • i want to ride my bicycle al contrario

    Non finisci tra le braccia di Satana, solo in un cespuglio di rovi.

  • valigerie convenzionate alitalia

    Mi sento tanto blog di servizio.

  • mikreyt

    Il dottor Mandaranci riceve il.

  • aguato al tonno

    Ti nascondi dietro la porta con un grisino e aspetti.

  • affissione nucleare

    Poi col cazzo che ti vengono giù i 6×3.

  • cucchiarelli risponde a sofri

    “Le tre meno un quarto”.

  • polaroid momenti

    Istant-matic.

  • signor marmotta

    Maddai, non te lo ricordi? Era sempre al bar col dottor Coccodrillo Alpino.

  • nudismo

    I rivestimenti in pelle vanno benissimo, sono gli interni in radica che non mi convincono.

  • si puo morire con l’anemia mediterranea

    Sì.

  • passera

    Facci vedere il tuo ministero!

  • gosi cazzi per vecchie figher

    Guarda che si vede che stai scrivendo con una mano sola.

  • coco pops effetti negativi

    Primo: non durano in eterno.

  • magliette firenze qui casca l’asino

    Se non equide, dove?.

  • a su molenti sardu du coddasa una borta scetti

    Paese che vai, asino che trovi.

  • pilastri su cui basare un rapporto a lungo termine

    Amore, comprensione, rispetto reciproco…

  • chiavabilità di mia moglie

    …e ampio parcheggio all’ingresso.

     

    [Adesso, scusate un attimo. Scrivo una quantità di fregnacce, è vero. Ma mi avete mai sentito parlare della chiavabilità della moglie di chicchessia? E in cosa si misurerebbe, poi, la chiavabilità? In passerohm? In cazzi vapore? E su!]

     

  • superstizioni popolari

    Quella lì dello spirito santo mi sembra un po’ sfruttata.

  • professoressa perniciano

    Tranquilla Ida, non c’era né “assassinio” né “bomba in macchina”, dopo.

  • Makkox

    Come ci mette becco lui.

  • turibolari

    Chissà se sei parente di quello per cui il turibolo era una casa di tolleranza.

  • tim burton outsider

    Sono già lusingata di stare nella stessa chiave di ricerca, grazie.

  • tette ime

    Il Bartezzaghi genera mostri.

  • matite ikea

    Sono esseri infidi. Ti dimentichi di essertene ficcato in tasca una dozzina e ti siedi di schianto sul divano. Con l’urlo che cacci ci battezzano la prossima serie di lampade da tavolo.

  • sesso rivoli

    Son qui da giorni che mi chiedo: località o polluzioni torrenziali?

  • nel sanitrit finisce anello

    La maledizione definitiva di Gollum.

  • differenza procione e furetto

    Il primo si riconosce facilmente dalla mascherina nera e dalla livrea blucerchiata.

  • pashmina uomo imbecilli

    Non c’è bisogno di incazzarsi, poteva essere per tua sorella.

  • passere tinte

    Quando il colpo di sole è particolarmente forte da non limitarsi ai danni alla testa.

  • janis joplin baciamano

    Quando meno te lo aspetti.

  • stanotte ho sognato sant’efisio cagliari

    Doveva essere il giorno libero della sorella di Sinibaldi.

  • sfiziosi erotici

    Leggermente piccanti ma da leccarsi le dita.

  • ittica ippica

    Terza corsa, Cavalluccio marino piazzato.

  • marmotta di can

    Quella che non va nella palestra apposita perché si fa già i muscoli incartando cioccolata.

  • mare polaroid

    Uhm. Dov’è il trucco?

  • signor porcu

    Il fatto che lo cerchiate su Google lo rende insopportabilmente vanesio.

  • bike ride infartuati

Eh, dipende. Parti già infartuato o pensi di farti venire un colpo lungo il percorso?

  • carla signoris sexy

    Intenditori.

  • piselli e la loro virtù

    I piselli fanno bene perché contengono endorfine.

  • betta sullo squale

    Squale sarà quello giusto?

  • pierre littbarski capelli

    E’ bello non essere soli nell’universo dei rimbambiti traumatizzati dall’acconciatura del vecchio Pierre. Fondiamo un partito.

  • scrotoclastia

Adesso l’hai capita?

  • disincanto di una sognatrice

Eh lo so, momentaccio.

  • figli e figliastri sul lavoro

    Altro che figliastri, qui ormai abbiamo superato le soglie del cassonetto differenziato per il frutto del peccato.

  • pornostar per piacere

    Chiedi con gentilezza e nulla ti sarà negato.

  • summa maqroll il gabbiere

    Commozione. Cerebrale.

  • mangiatrice di cazzi

    Che a far merenda con le spade infuocate son capaci tutte.

  • aspirante cazzona

    No, io concorro nella sezione “big”.

  • montise bukkake

    Satira politica.

  • camicia da pornostar

    Eccerto, perché quando vai al colloquio da pornostar mica ci vai con quella maglietta bucata dei Cramps.

  • cosa vuol dire kobayashi ?

    C’era una volta un generale ottimista e beota…

  • amica italiana sodomia

    Metti che tu volessi solo dirle che ha un bel collo.

  • cfadda mobbing

    Daremo un giro di brugola alle prepotenze sul lavoro.

  • vivere in new zealand

    Paese fantastico, se non ti imbarazza che sia più giovane di te.

  • “quattro a zero e una figurina”

Chissà come si dice in tutti i posti che non sono Atlantid City.

  • unghie delle pornodive

    Curiosità più che legittima, sono inquadrate più della faccia.

  • chourmo conferenza stampa 26 luglio 2012

    Gente resistente.

  • le lenti a contatto si notano

    Sì, basta distogliere lo sguardo quattro secondi dalle tette.

  • sun on the beach panna

    Mo’ non è che uno debba pensare qualcosa di zozzo per forza.

  • clavulin effetti indesiderati pene

    Io ne ho riscontrato solo di positivi, tipo che fa passare l’infiammazione alla gola. Il Clavulin, dico.

  • “parrucca azzurra” bukkake

    Anvedi, la Fata Turchina.

  • stefano tassinari a passo d’ombra

    Commozione (reprise).

  • paranoica e gelosa

    Tanto vale che ci andiate a letto davvero, con la sua migliore amica.

  • carla signoris hot

    Maurizio, ma sei tu?

  • noche lapiches

    Matite per prendere appunti, casomai qualche dettaglio venga dimenticato.

  • lenti a contatto che non si vedono

    Ancora?? Ma basta, cazzo, si vedono, si ve-do-no! Certo, se ti mancano 8/10 forse un cane è più pratico.

  • occasioni buone per tacere

    Museo di Villa Balorda, collezione privata sterminata.

  • dov’è capajebo

    In Босна и Херцеговина.

  • las vegas clinica mentale

    Dev’essere dove lavorano le igieniste mentali. Dentali. Cazzo, mi frega sempre.

  • cinquanta sfumature una noia mortale

    Ma che colore ha una lettura uggiosa?

  • “lelio semeraro”

    Un gran bel nome per un modello di cinturino.

  • crimson pornostar

    Calda accoglienza, alla corte del Re Cremisi.

  • calcio da una donna

Evento che si realizza sovente sotto il tavolo dopo aver pronunciato una cazzata di rilevante indelicatezza.

  • donne divoratrici di cazzi-

    Scova le dieci piccole differenze tra la tua ragazza e una pianta carnivora.

  • “pantofole da casalinga”

Feticistus domesticus.

  • www.betoniera-genti@ho

    Bravo, ci sei arrivato da solo.

  • il balosso

    Con quell’articolo determinativo che mi fa impazzire e che gli fa meritare uno speciale su Quark.

  • sfiocchettare sinonimo

    “Sfiocchettare” è un’ottima parola per giocarci al gioco del dizionario.

  • carenza di baci

    La vitamina C non risolve tutto.

  • le zoccole di lentini

    Oh, andiamo, non è che siccome prima o poi gli chiedono soldi non son brave ragazze.

  • sesso sfrenato manette

    Senza panna montata non sanno di niente.

  • domande stupide sui maya

    You can call me Giacobbo.

  • guida alla pornostar

    Sportiva, disinvolta, graditi autostoppisti/e.

  • gente geniale

    Chissà se dopo Google hai provato anche con paginegialle.it.

  • balconytv cagliari

    Music with such a view.

  • google i segaioli

    Quelli che non tagliano i doodle con l’accetta.

  • se questo è un porno

    Io sono madre Teresa di Calcutta.

  • porno dei quartieri spagnoli

    Futticulì, futticulà.

  • sfumature sculacciate

    Si fa presto a dire fucsia.

  • you porn segaioli

    Ci mancava la crociata contro il bricolage.

  • amici pornostar

    Chiedile se porta un’amica.

  • bottanicaindustriale

    Coltivazione di fave su larga scala.

  • can canaglia

    Comincio a credere che mi sfugga qualcosa.

  • clavulin birra

    Perché con la coca-cola fa male.

  • palombaro ciclista canzone

    Com’è profondo il mare, Girardengo.

  • elena tamacoldi

    E’ un onore averla qui.

  • felce porno

    In pole position come “miglior ricerca 2012”

  • sant’anna cazzo

    Quante volte te lo devo dire che hai una enne di troppo per suonare la chitarra?

  • tu chiamale se vuoi percezioni

    Che le emozioni son roba da emo.

  • ginnastica artistica porno

    Nuova specialità olimpica.

  • nicoletta orsomandi

  • Lo so, lo sbaglio sempre anch’io.

  • articolo di gramellini su 50 sfumature

    Sarà contento Massimo.

  • porno nella clinica dei pazzi

    I veri pazzi son quelli fuori.

  • sara tommasi lo prende in culo

    Più quelli che si aspettavano un bel porno, secondo me.

  • mutatis mutandae

    Rosa rosae et maledettissimum pedalinum qui amittit color.

  • porno sds culo

    Hai fatto bene a cifrarlo, ora non si capisce mica cosa cercavi.

  • video aspiranti pornostar

    XXX Factor.

  • friggizanzare solare

    Quello elettrico consuma e non le fa manco croccanti.

  • trucchi da pornostar

    Ora lo vedi, ora non lo vedi più.

  • giovani aspiranti pornodive al primo esordio

    Povere stelle senza uno straccio di supporto orale.

  • de grinpipol balconi tv

    Quelli che italianizzano qualunque cosa.

  • modi strani di fare le cose

    Non guardate me.

  • pensierino sulle narici

    Lo sfidante di “felce porno”.

  • differenza cane procione procione

Trovalo su Google Echo.

  • perplessitudine sinonimo

    No, giura.

  • fallatio benevoletiae

    Se la scrivi così non rimedi manco una stretta di mano, altroché.

  • figlio rudy voeller

    Non sono stata io.

  • smile erotici per whatsapp

Cristo, pietà.

  • differenza tra sofa e divano

    Pomeriggi spesi inutilmente all’Ikea a provarli tutti.

  • what a wonderful world it could be it could be

    Di’ la verità, sei quello del procione di prima.

  • you nudismo

    Io amico!

  • outsider pensiero

    <nessun risultato trovato>

  • modifica pin call it

    You can call it pin.

  • valigia atlantide combinazione

    Quelle di Mu le apre anche un bambino.

  • mark lanegan estragon

Sombreri indimenticabili.

  • bud spencer blues explosion

    Daje, rega’.

  • creature with the atom brain recensione

    Belle scarpe. E bel bassista preraffaellita.

  • outsider masoch brunch regista

    Colazioni sidermasochiste.

  • guida alle pornostar

    A quella Michelin je fa ‘na pippa.

  • andrea pazienza donna squalo

    Va benissimo anche così.

  • you chaltrone jazz

    Quelli che “no, io il jazz non lo capisco”.

  • deko at balkony tv

    Affacciati a quel balkone, bello mio.

  • balcony tv beeside

    Pure il tuo son riusciti a sbagliare di nome, Fede. Ecco perché tardano a caricarlo.

  • vedder psichiatria

    Il dottor Vedder in Psichiatria, ripeto, il dottor Vedder in Psichiatria.

  • betty codeluppi

    Questo dev’essere il farmacista.

  • sei giorni non fanno una settimana

    Non vale cercare le citazioni su Google per vincere il premio. Imbroglioni.

  • topo morto cassetta della posta

    Fa più senso la bolletta dell’Enel.

  • indovina chi vienne a cena porno

    Aiuto.

  • niente calze”

    E la Befana si prese il pomeriggio libero.

  • idee fighissime

    Poi non lamentarti se Google ti prende per il culo e ti spedisce qui.

  • pornoestate

    E la chiamano…

  • sara tommasi scena divano bianco

    L’indimenticabile scena in cui si capisce chi è l’assassino.

  • quando ho carenze di baci

    Non so Google, io di solito mi ammazzo di cioccolato.

  • amaro del capo

    E questa è un’altra storia. Se la volete sentire, non offritemene uno.

 

 

Siete arrivati fin qui? Vivi, dico? Allora votate, votate, votate la vostra chiave di ricerca preferita. Se il vostro oroscopo è particolarmente brutto potreste pure vincere un premio.

[comunque il vortice non è nel water]

Aveva ragione Sergio*: le prime tre cose che fai quando approcci la guida a sinistra sono:

 

 

         pigliarti un colpo tutte le volte che parte il tergicristalli all’improvviso mentre l’idea era quella di mettere la freccia;

 

 

         renderti ridicola agli occhi del mondo ravanando nel vuoto alla tua sinistra alla ricerca di una cintura di sicurezza che non c’è;

 

 

         e sentirti una perfetta idiota tutte le volte che, cinque metri dopo esser partita, quando ti viene naturale passare dalla prima alla seconda, ti ritrovi ad afferrare saldamente e con convinzione il bracciolo del tuo sportello. Tutto il resto è relativo.

 

 

 

 

Dopo sei giorni e circa millecinquecento km, comunque, posso ritenermi soddisfatta. Passato il primo momento di smarrimento – dai maldicenti anche definito malignamente “crisi isterica”  (non è chiaro se dovuto alla scoperta che Kobayashi, da vero maschio italiano medio, si è dimenticato la patente a casa o al pensiero che, dovendo la sottoscritta guidare, a lui sarebbe toccato il ruolo di navigatore), ho preso in mano la situazione: dopo aver cercato invano di farci sodomizzare pesantemente nei primi trenta metri dalle auto che ci seguivano (potere dell’abitudine a schiacciare la frizione prima del freno, rallentando: ci vuole quell’attimo a realizzare che la frizione non esiste e si sta inchiodando) e dopo aver staccato con una spatola il muso di Kobayashi dal parabrezza, ho iniziato a procedere con la dinoccolata disinvoltura di un pilone di cemento alla supersonica velocità di 35 km/h, per la gioia delle anziane pensionate della zona, che per la prima volta nella loro carriera automobilistica assaporavano il brivido del sorpasso.

 

 

 

 

Guidare in Nuova Zelanda è un’esperienza mistica. Altro che otto volante. Se ci si trova a guidare in linea retta per più di quaranta centimetri significa che si è usciti di strada e si sta tagliando per i campi. Piuttosto buono come sistema per mantenere la concentrazione alla guida, sconsigliato subito dopo i pasti, visto che i dossi sono più che frequenti e hanno quella simpatica curvatura a 270 gradi tipica delle montagne russe. Ed è certo umanamente toccante sapere che il paese ha deciso di prendere esempio dalla Bosnia Erzegovina in quanto a larghezza di carreggiate, ma appena poco pratico. Le guide accennano brevemente al fatto che autostrade e superstrade sono effettivamente un po’ più strette di quelle a cui potremmo essere abituati, e liquidano la questione suggerendo di calcolare un tempo maggiore per percorrere le distanze. “Maggiore”, ho scoperto, in neozelandese può significare settanta minuti per quaranta chilometri. In compenso le segnalazioni sono ottime ed estremamente attendibili: le curve sono indicate in gradi e in sagoma con precisione, e se il cartello segnala il passaggio di mucche, camion o papere si può star sicuri che questo avverrà. Purtroppo la segnaletica è ancora carente in merito all’attraversamento della strada da parte degli opossum, dei quali si può – volendo – ammirare una fenomenale quantità in versioni che vanno dal tappetino alla simmenthal.

 

 

Il tempo, però può essere occupato in una serie pressoché infinita di digressioni e interrogativi senza risposta. I neozelandesi sono più inclini all’ecologia spinta o alla dissociazione mentale? Perché, con tutto lo spazio che hanno, insistono nel costruire questi cazzo di ponti a una sola corsia??

 

 

 

 

Ma tutto questo è pura speculazione oziosa. Chilometro dopo chilometro, quello che scorre è un saggio di illustrazione fantastica senza confini di spazio o di tempo: felci giganti e palme preistoriche lasciano intendere da un momento all’altro l’incontro con un brontosauro; girato l’angolo, però, ecco un perfetto paesaggio svizzero, con tanto di mucche, chalet e indegno tentativo di yodel celebrativo (nostro. Heidi, intervistata in seguito all’accaduto, ha fornito prove documentali delle proprie origini somale). Nuvole rapide [cit.] cambiano il fondale del cielo da una coltre grigia e pesante, che strizzata produce un raro diluvio, a un azzurro di smalto pullulante di batuffoli candidi. Del resto Aotearoa, il nome maori della Nuova Zelanda, questo significa: la terra della lunga nuvola bianca. Ti perdi a guardarle filar via, sdraiata sulla schiena mentre inauguri la stagione balneare nell’oceano il 6 di Marzo. L’oceano che a seconda dei posti è meno salato del mio mare lontano. E ha un bagnasciuga lungo, con la marea bassa. Lungo centinaia di metri. Spesso te lo dividi con nessun altro a parte i gabbiani, di taglia media ma non per questo meno barrosi nel rivendicare il loro territorio, almeno finchè un avvocato in fermo biologico non inizia a inseguirli con la polena al vento per spiegar loro chi è che comanda. Già, perché poi qui non è che ci siano le spiagge naturiste: semplicemente arrivi in un posto, non c’è nessuno, ti spogli e ti butti in mare. Take it ezy.

 

 

 

 

C’è qualcosa, in questa terra, qualcosa di profondamente spirituale, che non ha bisogno di chiese o di officianti, e tantomeno di ottopermille. Te ne accorgi quando ti rendi conto che sei ferma da un pezzo in piedi all’estremo nord di questa terra, dove due immensità si incontrano dall’inizio dei tempi. Un senso di vertigine troppo grande, e tu troppo piccola davanti a un orizzonte quasi totale, incontenibile in un solo sguardo, e a due giganti che rendono il tempo insignificante. Eppure anche quel microbo che sei fa parte di tanta selvaggia armonia. E non c’è preghiera che tenga, niente da comporre a parole. Non serve.

 cape reinga

 

Come non serve al cospetto di un’altra divinità, nelle cui vene scorre una clorofilla che ha visto duemila anni scorrerle nelle vene. Non un totem, ma un essere vivente. Non un simulacro, non qualcosa o qualcuno di cui si è sentito parlare, di cui si è letto per interposta persona. Non è un atto di fede credere in una essenza che vive davanti ai tuoi occhi. Non ci sarebbero equivoci storici né guerre di religione. Lo guardi e non è il dio dei maori, né il decano dei kauri: semplicemente Tane Mahuta. E quello che ti ha scosso dentro ti porta a guidare in punta di piedi mentre ti allontani da lì per passare, altrettanto in punta di piedi, a camminare sulla sabbia lungo la navata di una cattedrale di roccia, di oceano e vento, in quello che chiamano il santuario delle isole. Son lì, vive, a perdita d’occhio, a testimoniare la forza più grande che esista e a farti sentire una parte del tutto, naturalmente perfetta.

 Tane Mahuta

 

Li gusti meglio, poi, certi momenti passati a scambiar due parole con un inglese trapiantato che ha costruito una casa di pesci colorati per i suoi ospiti, con l’unico italiano incontrato in viaggio finora, dreadlocks e piercing e design di giardini per lasciare Segrate; a mischiare slang nippo-anglo-hawaiano in una villa di fine ‘800, dove la sabbia rimane fuori dalla porta ma il rotolare incessante dell’oceano ti culla per tutta la notte; a ghignare brilli fino a tardi organizzando gemellaggi tra terrazzi atlantidei ed ex ricoveri in piena Franconia, tra pergolati di vite, respiro circolare, note di sassofono che salgono fino alla croce del sud. Certi momenti a dondolare su letti che sembrano d’acqua, chè non importa se la piscina riscaldata ha chiuso un attimo prima. Certi momenti di fiordifragola che colano dai tramonti, certi momenti di arcobaleni a campata unica e fior di pipponi dalla Technicolor, e il sapore della cerimonia semplice del saluto e Sabato sera da Sharky’s e Kobayashi che fonde le corazze color caffè di mature cassiere della Bank of New Zealand e si fa inseguire da ottuagenarie volontarie di nome Edna che insistono per farci dormire ad Auckland e danno dei numeri che è meglio giocare al lotto.

 Cathedral Cove

 

 

 

Dev’essere per riequilibrare cotanta poesia che in Nuova Zelanda ci sono i supermercati.

 perfecto italiano!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

*chi è Sergio? L’amico di Zippo. Chi è Zippo? Vabbè, ma allora ditelo…

 

 

 

[la leva calcistica della classe '68]

David Trueba, affagiologicamente citato da Gwynplaine, scrive:

"La giovinezza finisce il giorno in cui il tuo calciatore preferito ha meno anni di te."

Quindi io ho finalmente trovato una risposta al perchè spesso, inusitatamente spesso, mi sveglio con una voce da giudizio universale che mi urla stentorea nella testa: PIERRE LITTBARSKI!

Mi sentivo vagamente anormale, prima di saperlo.

 

[e ora rimpacchettiamo i bagagli: ci aspetta una traversata dell’isola nord in autobus. Al chiaro di luna (perchè qui anche le fasi lunari sono al contrario. Tanto per smentire le malelingue che ci vogliono in contemplazione di nient’altro che water).

Cose da ggggiovani, insomma.]