[pace in terra agli uomini di buona volontà]

– Y guerra a la izquierda, y guerra a la derecha, y no se ne pueden mas las pelotas! Parolin!
– Comandi, Santità.
– Basta guerra.
– Iniziamo a distribuire preservativi durante l’offertorio?
– No haces lo espiritoso, Parolin. Tiengo una idea maravillosa: un partido interreligioso por la paz.
– Con tutto il rispetto, Santità, come acronimo viene PIPP, non so se sia il cas…
– Parolin, sangre de Manitù, de cual acronimo vas chanchando?
– Il partito, Santità, sulla stampa lo abbrev…
– Ma que partito e partito, burro, un PARTIDO, un partido de fùtbol, compriendes?
– Ah, el fùtbol! Scusi, sa Santità, io seguo il curling…
– Si, y magari el burraco, no? Que trauma pasaste en tu infancia, Parolin, que te gusta el curling? No, mellor tu no dices nada, famos las equipes. Escribes: Maradona, Zanetti, Caniggia…
– Santità, ci metta pure qualche italiano, prima che ci bombardino di babà scaduti.
– Italianos? No hay italianos che juegan en Italia.
– Ma sì, c’è Buffon…
– Juventino de mierda! No me gusta. Llama à Baggio, es buddista. Y cualche negro, pero no catòlico, llama à un musulmano, llama à Pelè.
– Santità, dubito che…
– No, fiermo, me ha confondido, lo que fuera musulmano es Cassius Clay. Todos estos negros parecen uguales, sangre de Confucho, como los chinos. A propòsito, llama à el Chino.
– Ma Santità…
– Y haces espacio a la hermana auxiliadora que porta el cafè, ocho al vassoio.
– Uhm. Uhmmm.
– Que uhmmes, hermana?
– Guardavo le formazioni, Santità. Son tutti maschi.
– Entonces? El fùtbol es un esport macho. Y son todos campeones. Las mujeres fùtboladoras son escarsas.
– D’accordo, Santità, ma è una partita per beneficenza, no? Per la pace. Volemose bene, tutti uguali, tutti fratell…
– Appuntos. Todos uguales, pero los hombres, mica las mujeres.
– Ma veramen…
– Vada, sorella, che abbiamo da fare.
– Ma non è gius…
– Sorella, insomma!
– Gesù ha det…
– Vada!
– Ma que “vada”, Parolin, que dices? Aspetti, hermana, non vada via…
– Grazie Santità, lo sapevo che lei era diverso, io…
– …senza prendere il vassoio, hermana.

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[ancu ti coddiri sa giustizia]

Lo scrivo in grande:

 

Due leggi, l’art 98 del Dpr. 30 marzo 1957 n°361 e successive modifiche Titolo
VII, relativo alle elezioni alla Camera e al Senato e la legge del 25.5.1970 n.
352 che estende l’art. 98 ai referendum, puniscono la propaganda astensionista
se fatta da persone che ricoprono un incarico pubblico o da ministri di culto.
Pena: reclusione da 6 mesi a 3 anni.

 

 

 

Non servirà a un picchio.

I fetenti son troppo furbi per rispettare le leggi dello stato che dovrebbero servire in cambio dei soldi che prendono.

Non affogheranno. Galleggiano.

Ma di tacere non se ne parla. Guardatemi bene, vi sembro uno struzzo? E a pecora mi ci metto quando voglio io, con chi voglio io.

 

En esta democracia hay mucho listo que se lucra
exprimiendo a nuestra clase social.
Les importa cuatro huevos si tienes catorce hijos
y la abuela no se puede operar.
Somos los obreros, la base de este juego
en el que siempre pierde el mismo “pringao”,
un juego bien pensado, en el que nos tienen callados
y te joden si no quieres jugar.
¡RESISTENCIA!
¡DES-O-BE-DIEN-CIA

 


 

[sensibilità]

Ricapitolando: abbiamo rischiato una specie di Genova 2, poteva scapparci il morto, parecchia gente si è fatta male, un migliaio di delinquenti ha infiltrato una manifestazione pacifica, legittima, condivisa e condivisibile seminando distruzione, nonostante questi non facessero mistero dei loro piani nessuno ha pensato a isolarli per tempo, ma si è atteso che facessero i danni che hanno fatto, la maggior parte di noi è allibita dall’inadeguatezza – per voler usare un eufemismo delicato – del governo…
…e qui ci si lamenta di una statua mandata in frantumi?

Una statua qualunque, peraltro, copia dozzinale di un modello standard, non la Pietà di Michelangelo presa a martellate.
Stiamo precipitando, e qui ci si lamenta dello smalto scheggiato.
Grandioso.

[miseria e nobiltà]

Antefatto: ieri notte, poco prima di abbandonarmi alle solite schermaglie amorose con Morfeo (il calciatore, claro) sono incappata in uno dei tanti dibattiti sul prossimo referendum. Son rimasta particolarmente colpita dall’affermazione di una signora, la quale proclamava che l’astenersi dal voto era un gesto nobile. Ho provato ad interrogare il neurone in duplex per capire dove fosse la nobiltà, ma mi ha risposto picche.

Stamattina mi appropinquo ad un centro Uind per scoprire cos’ha la mia sim che non va. All’interno, intenta a chiacchierare garrula con la titolare, trovo una signora. La quale sta accidentalmente vantando la nobiltà dell’astensionismo votaiolo.

La cosa mi colpisce alquanto, perciò mi permetto di inserirmi nella conversazione.

La signora mi fa un comizio sullo schierarsi "per la vita" (ma non è in grado di spiegarmi per la vita di chi) e sulla necessità di impedire a tutti i costi che vincano "questi che vogliono tornare al far west, e mettere su fabbiche di cavie umane, che poi chissà dove si va a finire". Il tutto con uno sguardo esilarante da "dichetimmischituchesoncosedagrandi" (rotolo).

Ma la nobiltà?

Non è stata capace di trovarla.

[c’era una volta]

C’era un volta Tony.
Un senso dell’umorismo bislacco quanto basta, mani che cucivano magie dal nulla.
Tony che offriva da bere per inaugurare la sua macchina nuova, rossa fiammante, dopo tanti anni di panda scassata.
Tony che faceva un “bzzz” che all’inizio non capivo da dove venisse, poi lei me l’ha spiegato
Tony occhi azzurri e un nome antico che non le piaceva e per cui aveva trovato quello strano diminutivo.
Tony permalosa e innamorata, corpo ossuto che le troppe trasfusioni non riuscivano a riempire.
Tony che sognava a occhi aperti e lavorava con una precisione da Nobel.
Tony aveva l’anemia mediterranea, e si sarebbe salvata con un trapianto di midollo osseo. Ma l’unico donatore compatibile era sua sorella, e sua sorella aveva detto no.
Tony è morta il 22 Ottobre del 2003.
Non era un embrione, era una giovane donna che voleva la sua vita.
E’ anche per lei che voterò sì il 12 Giugno.
Non perchè non ci siano altre Tony, anzi.
Possano essercene dieci, cento, mille.
Ma vive.