[intervallo]

Dieci ore fa.
Guidare a fari spenti nella notte per vedere se è poi così difficile centrare una buca nell’asfalto.
Tra vedere e – soprattutto – non vedere, ne becco non una ma due, la seconda delle quali talmente grande che uscendone trovo un cartello che dice “Chicxulub – comune denuclearizzato – evitate i rumori molesti”. Ruota a posto, nessuna conseguenza apparente, salvo un lieve scatto che inceppa la pedalata. “Niente che un sano sedimento di ruggine non riesca a tenere insieme”, afferma sboronissimo il Girardengo che è in me.

Due ore e mezza fa.
Mentekatt irrompe in ufficio trafelato e non mi vede come prima cosa.

M. (urlando come un Tardelli incazzato): – Dov’è Out?

Borsista con laurea triennale in Hellokittologia (con tutto il candore di quella che è qui da due giorni e ancora pensa che venga qualcuno a fare le pulizie una volta alla settimana): – In bagno. Aveva tutte le mani sporche di nerchia.

Fermo immagine di Mentekatt che guarda precipitare la sua mandibola.

Mi piacerebbe dirvi che ho avuto un risveglio interessante, ma mi è solo scesa la catena mentre venivo al lavoro. Enzo Catania detto Turbomorchia non c’è mai, quando serve.