[glory days – director’s cut]

E poi, poi pensi che sono le sette e mezza, e hai appena scoperto che la marmitta nuova di Amaranta costa più di Amaranta stessa, e pensi che in realtà il rumore che fa Amaranta senza marmitta è fantastico, un rombo, un ruggito potente, come una bella voce profonda e calda da uomo, ed è un po’ come avere una moto, un Mark Lanegan fatto moto, per intenderci (e oh, cazzo, Mark Lanegan, maledizione), è un vero peccato che la stradale tenda ad essere così fiscale sulle marmitte, e comunque sono le sette e mezza, fai in tempo a fare un salto in ospedale e poi se la dea vuole ‘sta giornata assurda è finita, basta stare ferma e muta e le possibilità che tu faccia altri danni si riducono notevolmente, non è che ci voglia molto, ti imbavagli e ti leghi come un salame, perciò fai inversione, a momenti finisci in cunetta che non si vede un cazzo, te ne accorgi giusto in tempo, sterzi di colpo e pensi che è quello che ti manca per concludere la giornata in bellezza, finire in cunetta, che è una parola, cunetta, una di quelle parole che ti ha sempre fatto ridere senza motivo, davvero, va’ a sapere perché, e quindi cominci a ridacchiare come un’idiota mentre risali lungo la rampa di Santa Gilla facendo mooolta attenzione perché è buio e piove ma per fortuna quello davanti va piano che c’ha un rimorchio, e tu stai bene a distanza di sicurezza e nel giro di tre secondi scoprirai che hai fatto benissimo, perché il tuo cervello non ha ancora finito di pronunciare la parola “sicurezza” che si sente un rumore come di gru che crolla, e i tuoi fari illuminano un siluro bianco con una striscia blu che ti piomba in faccia, inchiodi, ferraglia e stridore di freni, ti rendi conto di aver chiuso gli occhi solo quando li riapri e non capisci cosa sia successo finché non scendi dalla macchina e davanti a te, sotto la pioggia, lo so che sembra una delle mie cazzate misto teatro dell’assurdo, ma sotto la pioggia, appoggiato al mio paraurti, rovesciato in mezzo alla rampa, c’è un motoscafo, e a questo punto, Signori della Corte, a questo punto “Magnolia” ci fa un sontuoso pippone.