[it’s a kind of maga]

Fine maggio, esterno pomeriggio. Nella fattispecie, un’area di servizio nei pressi di Reggio Emilia.

Salto giù da una jeep cercando di non strangolarmi con la gonna lunga che indosso.

Non faccio in tempo a toccare terra che un pulcino azzurro, camicia azzurra, occhi azzurri, tutto azzurro, mi corre incontro e mi si genuflette davanti.

Certo, più con passo da germano reale che da Tardelli al 69′, ma l’espressione è quella.

Poco meno di dieci anni dopo, interno notte. Nella fattispecie, Villa Balorda.

Ho una gatta su un piede e un computer sulle ginocchia, e indosso le stesse mutande di allora. La Juve è appena uscita dalla Champions. Concentrata su quello che sto facendo, non cambio stazione radio.

E dalle frequenze della RAI – Radiotelevisione Italiana, va in onda lo spot del Torino jazz Festival. E la voce che lo annuncia, in mondovisione, è quella di quel pulcino.